Al Bano a Tel Aviv, il concerto per Rosh Hashanah scatena le critiche social
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Da una parte il pubblico del Charles Bronfman Auditorium di Tel Aviv, dall'altra una valanga di commenti che nel giro di poche ore ha trasformato un concerto in un caso social. Al centro della polemica c'è Al Bano Carrisi, protagonista domenica 13 settembre di un'esibizione nella città israeliana in occasione di Rosh Hashanah, il Capodanno ebraico.
Sul palco alcuni dei brani che hanno segnato la sua carriera: "Felicità", "Libertà", "Nostalgia canaglia".
L'artista di Cellino San Marco ha ripercorso quasi due ore di repertorio, accompagnato dalla propria orchestra, registrando il tutto esaurito per quella che è stata l'unica tappa israeliana del 2026. La sala, la più grande della città e sede dell'Orchestra Filarmonica d'Israele, era piena. È stato lo stesso cantante a condividere sui social alcuni estratti della serata, celebrando il sold out con un carosello di foto e una serie di emoji.
Le reazioni social
È stato soprattutto dopo la pubblicazione delle immagini e dei video che il clima è cambiato. La scelta di esibirsi in Israele, mentre prosegue la guerra nella Striscia di Gaza, ha provocato una lunga serie di reazioni. E proprio "Felicità", forse la canzone più universalmente associata al cantante pugliese, è diventata per molti utenti il simbolo di una contraddizione. «Grazie Albano, siamo felici di averti dalla parte sbagliata della storia», si legge in un commento sotto il post.
Un altro utente ha scritto: «Ci dica Al Bano, com'è stato cantare Felicità mentre a poche decine di chilometri si consuma un massacro di bambini?». Il tono di molti interventi è durissimo, con accuse che ruotano attorno alla parola "genocidio" e alla scelta stessa di salire sul palco israeliano in questo momento storico.
La discussione si è rapidamente allargata oltre il singolo concerto. Alcuni utenti hanno ricordato anche le esibizioni di Al Bano in Russia e le polemiche che in passato hanno accompagnato il suo rapporto con Mosca. Soltanto pochi giorni prima il cantante aveva parlato nuovamente della possibilità di tornare a esibirsi nella capitale russa nella primavera del 2027.
Sotto il post di Tel Aviv sono comparsi anche messaggi di sostegno e utenti che difendono la libertà dell'artista di esibirsi davanti al proprio pubblico indipendentemente dalle vicende politiche.
La risposta dell'artista
Di fronte al polverone, Al Bano ha deciso di intervenire personalmente. «Comprendo le preoccupazioni legate alla mia esibizione. La mia presenza vuole essere un gesto di vicinanza umana, ispirato dalla pace e dalla compassione. In un mondo diviso, la musica continua a essere un ponte. Il mio desiderio è mantenerlo aperto, usando la mia voce per ispirare comprensione, amicizia e speranza, oggi e per le generazioni che verranno».
Il cantante ha poi aggiunto: «Da orgoglioso italiano e cittadino del mondo, credo che la musica non conosca confini. Parla un linguaggio universale, capace di unire persone di ogni nazionalità, cultura e credo. Per tutta la mia vita, la musica è stata il mio modo di condividere emozioni, costruire amicizie e creare legami con gli altri. Quando salgo su un palco, lo faccio con questo spirito: con rispetto per il mio pubblico e con fiducia nella nostra umanità».
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