Toto Wolff conferma la penalità di Russell a Singapore: “Ora pensiamo a dargli la miglior macchina possibile”
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Redazione Sport
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Una penalità annunciata, un pacchetto tecnico da decifrare e un campionato che non concede tregua. Il weekend di Singapore, diciassettesimo round del Mondiale 2026 e sesto e ultimo con formato Sprint, si apre per la Mercedes con più domande che certezze. Una condizione insolita per una squadra che in questa stagione ha quasi sempre dettato il ritmo, e che a Sepang ha invece incassato una delle trasferte più complicate dell’anno.
La penalità di Russell e il conto alla rovescia per il titolo
George Russell partirà dall’ultima posizione nel Gran Premio di Singapore. La conferma è arrivata direttamente da Toto Wolff, che in sede di presentazione del weekend ha spiegato come il britannico sia costretto a scontare una penalità sulla power unit dopo il guasto che lo ha costretto al ritiro in Malesia a pochi giri dalla bandiera a scacchi. “George ha l’ulteriore sfida della penalità sulla power unit, il che significa partire dal fondo dello schieramento domenica, dopo il cedimento del motore in Malesia”, ha dichiarato il team principal delle Frecce d’Argento.
“È particolarmente frustrante considerando come ha guidato lo scorso weekend e il risultato per cui meritava di lottare. Purtroppo queste cose fanno parte dello sport e ora la nostra attenzione è rivolta a dargli la migliore macchina possibile e le opportunità per risalire il gruppo”.
Il ritiro di Sepang ha già permesso a Kimi Antonelli di allungare il proprio vantaggio in classifica, portandolo da 66 a 84 punti con sette gare ancora da disputare. Il distacco accumulato dal britannico rappresenta il margine più ampio della stagione, e la penalità di Singapore rischia di trasformare la rincorsa in un’impresa ancora più ardua su un tracciato cittadino dove le possibilità di sorpasso sono notoriamente limitate.
Il pacchetto aggiornamenti e il nodo affidabilità
La penalità non è l’unico dossier aperto in casa Mercedes. Il fine settimana di Sepang ha lasciato in eredità anche una serie di interrogativi tecnici sulla W17, vettura che in Malesia non ha replicato il rendimento abituale nonostante l’introduzione di un pacchetto di aggiornamenti atteso da mesi. “La Malesia è stato ovviamente un weekend molto difficile per noi”, ha ammesso Wolff. “Abbiamo trascorso i giorni successivi lavorando duramente per capire perché la nostra prestazione non fosse dove avrebbe dovuto essere.
Abbiamo identificato diverse aree da approfondire, ma la Formula 1 non offre risposte semplici e abbiamo bisogno di ulteriori evidenze prima di trarre conclusioni definitive”.
La squadra valuterà entrambe le specifiche della monoposto nel corso del weekend di Singapore, confrontando il pacchetto più recente con quello precedente per comprendere appieno la direzione da seguire. La scelta assume un peso particolare perché il formato Sprint concede una sola sessione di prove libere prima delle qualifiche, riducendo drasticamente le possibilità di comparazione e aggiustamento in pista. La configurazione decisa prima di scendere in pista diventerà di fatto quella con cui entrambi i piloti dovranno affrontare l’intero fine settimana.
Il format Sprint e le incognite di Marina Bay
Singapore ospita per la prima volta nella sua storia il format Sprint, una variante che aggiunge complessità a un tracciato già di per sé impegnativo. Il programma prevede una sola sessione di prove libere venerdì pomeriggio, seguita dalle qualifiche Sprint in serata; sabato si disputa la gara breve da ventuno giri, prima delle qualifiche per il Gran Premio; domenica la corsa principale.
Su un circuito cittadino come Marina Bay, dove i piloti hanno generalmente bisogno di accumulare quanti più giri possibile per prendere confidenza con i muri e trovare il giusto compromesso di assetto, la riduzione del tempo a disposizione rappresenta un ulteriore ostacolo.
Wolff ha sottolineato come le caratteristiche del tracciato di Singapore, molto diverse da quelle di Sepang, possano aiutare la squadra a costruire un quadro più chiaro della situazione. “Singapore ci offre un’opportunità immediata per continuare quel lavoro”, ha spiegato. “Le caratteristiche del circuito sono molto diverse e questo ci aiuterà a capire meglio dove ci troviamo”.
Il weekend di Marina Bay diventa così un banco di prova non solo per il recupero di Russell dal fondo dello schieramento, ma anche per la comprensione complessiva di una monoposto che a Sepang ha mostrato comportamenti anomali nelle curve lente e una gestione delle temperature degli pneumatici rivelatasi problematica su una superficie particolarmente abrasiva.
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