Italgas, rating S
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Redazione Economia
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L'agenzia di rating S&P Global Ratings ha confermato il merito di credito a lungo termine di Italgas e della controllata Italgas Reti, mantenendo il giudizio a “BBB+” con outlook “Stabile”.
La decisione, maturata in un contesto di mercato complesso e caratterizzato da una crescente attenzione verso la stabilità finanziaria delle infrastrutture energetiche, arriva a valle della presentazione del Piano Strategico 2026-2032 e del perfezionamento dell'acquisizione di 2i Rete Gas, operazione che ha di fatto ridisegnato il perimetro del gruppo guidato dall'amministratore delegato Paolo Gallo.
S&P Global Ratings, nel motivare la propria scelta, ha evidenziato come le prospettive per il gruppo siano sostenute da una solida performance operativa, alimentata dalla crescita della RAB – la base regolatoria degli asset – e dall'accelerazione del processo di gara per la distribuzione del gas, senza trascurare le sinergie derivanti dall'integrazione dell'acquisita 2i Rete Gas, il tutto all'interno di un quadro regolatorio considerato favorevole dall'agenzia.
Numeri da record per il primo semestre 2026
I numeri relativi alla prima metà dell'anno sembrano dare pienamente ragione alle valutazioni di S&P Global Ratings. Il gruppo, che ha recentemente archiviato il primo trimestre con risultati ben al di sopra delle aspettative, ha chiuso il semestre con ricavi adjusted in forte crescita, superando abbondantemente la soglia di 1,3 miliardi di euro e segnando un incremento del 17,5% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
Un dato che acquista ancora più rilievo se si considera che l'utile netto ha sfiorato i 400 milioni di euro, registrando un balzo del 27% su base annua. La crescita, come sottolineato dallo stesso Gallo nel corso della presentazione dei risultati, è stata trainata da una robusta accelerazione degli investimenti tecnici, che hanno raggiunto i 765,2 milioni di euro con un progresso del 54,6%, un dato che l'azienda stessa ha definito una “nuova pietra miliare” nel proprio percorso di espansione.
L'EBITDA rettificato, indicatore fondamentale della redditività operativa, ha toccato quota 1,07 miliardi, in rialzo del 25%, a dimostrazione della capacità del gruppo di generare valore nonostante l'aumento dei costi operativi legati all'espansione.
Il piano strategico e le prospettive future
La conferma del rating da parte di S&P Global Ratings, che si affianca a quelle già ottenute da Moody's e Fitch, rappresenta un ulteriore tassello nel percorso di consolidamento della solidità finanziaria di Italgas, un percorso che trova il suo fondamento nel Piano Strategico 2026-2032.
Un piano ambizioso, quello presentato dal consiglio di amministrazione presieduto da Paolo Ciocca, che prevede investimenti complessivi per 13 miliardi di euro, con una chiara accelerazione sulla digitalizzazione e lo sviluppo delle infrastrutture in Italia e Grecia.
L'attenzione dell'azienda si concentra in particolare sulle gare ATEM, che rappresentano un'opportunità significativa per superare la storica frammentazione del settore, e sull'implementazione dell'Intelligenza Artificiale, definita dall'AD Gallo come “il fulcro del Piano” per generare efficienze e migliorare la qualità del servizio.
La guidance per l'intero esercizio 2026 è stata confermata, con un EBITDA rettificato atteso tra 2,10 e 2,15 miliardi di euro e un utile netto adjusted previsto tra 740 e 760 milioni, mentre la politica dei dividendi rimane invariata, garantendo così una prospettiva di rendimento per gli azionisti.
La view degli analisti
Nonostante la performance positiva e le prospettive di crescita tracciate dal nuovo Piano, non mancano alcune valutazioni di maggiore cautela da parte degli analisti. Equita Sim, ad esempio, pur riconoscendo che i risultati del secondo trimestre siano risultati leggermente superiori alle attese, ha recentemente limato il target price sul titolo, portandolo da 11,2 a 10,8 euro, mantenendo però invariata la raccomandazione “hold”.
La motivazione addotta dagli analisti della sim milanese risiede in una revisione al rialzo dei tassi d'interesse, un fattore macroeconomico che, in un settore ad alta intensità di capitale come quello delle utility, può influire sulla valutazione complessiva dei flussi di cassa futuri.
Un cauto ottimismo, dunque, quello che emerge dalle sale operative, dove si riconosce la bontà dei fondamentali del gruppo guidato da Gallo, ma si guarda con attenzione all'evoluzione del contesto finanziario globale, in particolare per quanto riguarda il costo del denaro e il suo impatto sulle politiche di indebitamento delle aziende infrastrutturali.
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