Boris Becker: "Sarei potuto diventare io l'allenatore di Sinner"
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Redazione Sport
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In un'affascinante rivelazione che getta una luce inedita sui retroscena del tennis mondiale, Boris Becker ha svelato di essere stato sul punto di assumere il ruolo di allenatore di Jannik Sinner. L'ex campione tedesco, in un'intervista, ha dichiarato: "Credevo fosse un segreto... Non ne ho mai parlato. È vero". La richiesta, proveniente direttamente dall'azzurro, risalirebbe al 2022, un periodo durante il quale Sinner era ancora sotto la guida tecnica di Riccardo Piatti. Quel potenziale accordo, che avrebbe potuto modificare il corso della carriera del tennista italiano, si arenò a causa di un evento incombente nella vita di Becker: l'attesa per la sentenza del tribunale di Londra per il caso di bancarotta fraudolenta che lo avrebbe poi condannato a trenta mesi di reclusione, di cui la metà effettivamente scontati in carcere.
Il nodo della sentenza e il consiglio decisivo
Becker, conscio dell'incertezza del proprio futuro giudiziario, si trovò nella necessità di declinare, seppur con rammarico, la prestigiosa offerta. "Ho detto a Jannik: non so come finirà, non posso prendermi l'impegno", ha raccontato il tedesco, sottolineando come la priorità assoluta fosse quella di non lasciare il giovane talento in balia degli eventi. Proprio da questa situazione di stallo, tuttavia, scaturì un suggerimento che si sarebbe rivelato fondamentale per il destino di Sinner. Becker, infatti, volle ugualmente rendersi utile, indicando all'italiano alcuni nomi di possibili sostituti; tra questi, figurava quello di Darren Cahill, l'australiano che di lì a poco avrebbe invece raccolto il testimone, guidando Sinner verso i vertici del ranking mondiale e la vittoria dell'Australian Open.
L'esperienza carceraria e la rinascita
Il periodo della detenzione, definito da Becker "quell'inferno", rappresenta un capitolo buio della sua esistenza, durante il quale afferma di aver temuto per due volte la propria vita. "Quando perdi tutto ciò che consideriamo importante - la libertà, il denaro, le persone che ami - l'unica cosa che resta è il tuo carattere", ha riflettuto, attribuendo proprio alla sua tempra il merito di aver superato quella prova. Quelle esperienze, sebbene l'abbiano privato di opportunità professionali come quella con Sinner, lo hanno condotto a una profonda trasformazione interiore. Oggi Becker si descrive come una persona rinnovata, proiettata verso "una nuova vita" e in attesa di un figlio, affermando con convinzione di non dover più "recitare un ruolo".
Il futuro di Cahill con Sinner
Mentre Becker ricostruisce la sua esistenza, l'attenzione del mondo tennistico si sposta sul presente e, in particolare, sul futuro del sodalizio tra Sinner e Darren Cahill. Con l'avvicinarsi della fine della stagione, l'attesa per una conferma ufficiale sull'intenzione del coach australiano di proseguire oltre il 2025 cresce in maniera esponenziale. Le voci di un suo possibile ritiro, fatte filtrare dallo stesso Sinner in Australia, non hanno ancora trovato un chiarimento definitivo, alimentando un dibattito che rimane aperto. Becker, da parte sua, sembra nutrire pochi dubbi sulla conclusione di questa vicenda, lasciando intendere di non credere affatto che Cahill abbia intenzione di smettere di lavorare con il campione italiano.




