Consiglio europeo: approvato il piano ReArm per il riarmo e la pace attraverso la forza
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Redazione Esteri
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Bruxelles, 7 marzo – In un momento storico segnato da tensioni geopolitiche e dalla guerra in Ucraina, il Consiglio europeo ha dato il via libera al piano ReArm, un ambizioso progetto da 800 miliardi di euro per il potenziamento della difesa comune europea. Il piano, proposto dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen, è stato approvato all’unanimità durante il vertice straordinario dei 27 capi di Stato e di governo, tenutosi a Bruxelles. Una decisione che, sebbene ancora da confermare nel prossimo Consiglio europeo del 20 e 21 marzo, segna una svolta nella politica di sicurezza dell’Unione.
“L’Europa affronta un pericolo chiaro, dobbiamo essere in grado di proteggerci”, ha dichiarato von der Leyen, affiancata dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky e dal presidente del Consiglio europeo Antonio Costa. Quest’ultimo, nel corso della conferenza stampa finale, ha definito il vertice “un momento memorabile per l’Europa”, sottolineando come l’Unione si stia ergendo “spalla a spalla con l’Ucraina” nella ricerca di pace e sicurezza.
Il piano ReArm, annunciato il 4 marzo, non nasce in un vuoto politico. La data scelta per il lancio coincide con la drastica riduzione del supporto militare statunitense a Kiev, che ha lasciato l’Ucraina in una posizione più vulnerabile di fronte all’invasione russa. Gli Stati Uniti, infatti, hanno comunicato di non voler più fornire armamenti e informazioni di intelligence a un paese che da tre anni resiste all’offensiva su larga scala del regime di Vladimir Putin.
Il riarmo europeo, tuttavia, non si limita a rispondere alle esigenze immediate del conflitto in Ucraina. I 27 leader hanno approvato cinque principi guida per la pace, che includono il rafforzamento della capacità industriale nel settore della difesa, la creazione di una catena di approvvigionamento autonoma e la promozione di una cooperazione più stretta tra gli Stati membri. Un approccio che, se da un lato mira a garantire una maggiore autonomia strategica, dall’altro solleva interrogativi sulle implicazioni a lungo termine di una militarizzazione dell’Unione.
La cifra stanziata – 800 miliardi di euro – rappresenta un impegno senza precedenti, destinato a finanziare non solo l’acquisto di armamenti ma anche la ricerca e lo sviluppo di tecnologie avanzate. Un investimento che, secondo von der Leyen, è necessario per affrontare un contesto internazionale sempre più instabile, in cui l’Europa non può più contare esclusivamente sulla protezione offerta dalla NATO.




