Super El Niño, i prezzi del cibo voleranno fino al 2028: la spesa degli italiani rischia un 15,8%
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Redazione Esteri
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L'enorme bolla di calore che si sta formando nel cuore dell'Oceano Pacifico equatoriale, nota come Super El Niño, può sembrare un fenomeno lontano dalla realtà quotidiana degli italiani. Purtroppo, invece, avrà ripercussioni dirette non solo sulle temperature che registreremo nei prossimi mesi, ma anche, e in modo significativo, sui prezzi che troveremo esposti sugli scaffali dei nostri supermercati.
Gli effetti di questo evento climatico, destinato a essere il più intenso degli ultimi 150 anni secondo le analisi pubblicate dalla rivista scientifica Nature, si faranno sentire con un ritardo che si protrarrà fino al 2028, influenzando in maniera strutturale le dinamiche dell'inflazione alimentare.
L'intensità senza precedenti del fenomeno e le ripercussioni economiche
I dati raccolti e analizzati dai principali centri di ricerca meteorologica, tra cui la National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) statunitense, convergono verso un'unica indicazione: il riscaldamento anomalo delle acque superficiali del Pacifico centro-orientale sta procedendo a un ritmo talmente rapido da far temere il superamento di tutti i record storici di temperatura.
Secondo Zeke Hausfather, climatologo di Berkeley Earth, le proiezioni dei modelli climatici indicano che il picco di questo El Niño supererà il precedente record, stabilito nel 2015-2016, con un "margine davvero sbalorditivo".
Questo stravolgimento delle correnti oceaniche e dei venti equatoriali non solo innalzerà le temperature medie globali, con stime che parlano di un possibile aumento fino a 1,7 °C sopra i livelli preindustriali entro il 2027, ma innescherà anche eventi meteorologici estremi, come siccità e inondazioni, che colpiranno duramente le principali aree agricole del pianeta.
Le conseguenze economiche, come sottolineato dal ricercatore Justin Mankin del Dartmouth College, saranno pesantissime: si stima che questo Super El Niño possa causare perdite economiche per 10 trilioni di dollari entro il 2032.
L'impatto diretto sulle derrate alimentari e sul carrello della spesa
L'allarme, per i consumatori italiani, è destinato a concretizzarsi in un rincaro sensibile dei prezzi dei generi alimentari. La correlazione tra fenomeni climatici estremi e l'aumento del costo del cibo è ormai un dato scientifico consolidato: la riduzione dei raccolti a causa della siccità o delle alluvioni in paesi chiave come Stati Uniti, Brasile e Australia, dove si producono grandi quantità di soia, grano e mais, avrà un effetto domino sull'intera filiera agroalimentare globale.
L'Italia, che importa una quota significativa delle proprie materie prime agricole, si troverà a fare i conti con un'impennata dei costi delle materie prime che, secondo le prime stime degli analisti, potrebbe tradursi in un aumento complessivo della spesa alimentare che si attesterà intorno al 15,8% nel corso del prossimo biennio, con un picco che si protrarrà fino al 2028.
Le conseguenze sull'inverno e la catena di approvvigionamento
Il fenomeno, che ha già spinto la NOAA a rivedere al rialzo le proprie scale di misurazione per rappresentare graficamente l'entità del riscaldamento, non si limiterà a influenzare l'estate del 2027. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, El Niño non porta solo caldo. La perturbazione del vortice polare sopra l'Artico, causata da questo squilibrio termico, potrebbe infatti permettere all'aria fredda di scivolare verso sud, preparando un inverno molto rigido con possibili ondate di gelo e neve a bassa quota.
Questa instabilità climatica, che si tradurrà in un'alternanza di picchi di caldo e repentini cali termici, metterà a dura prova le coltivazioni invernali e la logistica dei trasporti, contribuendo ulteriormente a mantenere alta la pressione sui prezzi. Le conseguenze, insomma, non si limiteranno al solo incremento termico, ma colpiranno il portafoglio degli italiani per un triennio, scontando gli effetti di un Niño che gli esperti hanno già soprannominato "Godzilla" per la sua forza devastante.
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