Van Aert e Van der Poel, il Mondiale di Montreal senza Pogacar si decide sull'8 per cento

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Wout van Aert non ha dubbi sulla propria condizione, ma nemmeno sulle proprie possibilità. Alla vigilia della prova in linea dei Mondiali di Montreal, il belga ha quantificato in un otto per cento le sue chance di conquistare la maglia iridata, in un'intervista concessa a Sporza e ripresa da diverse testate internazionali. Una stima che il diretto interessato ha definito «a occhio», ma che fotografa con precisione il quadro di una corsa aperta come poche altre negli ultimi anni.

Una gara orfana del favorito annunciato

L'assenza di Tadej Pogacar, vittima di una caduta alla Vuelta con fratture a clavicola e vertebre, ha cambiato radicalmente il copione della prova iridata. Lo sloveno, campione del mondo in carica, sarebbe stato il favorito indiscusso su un percorso da 273,7 chilometri e 3.803 metri di dislivello complessivo. Senza di lui, come ha ammesso lo stesso Van Aert, le possibilità di tutti si sono moltiplicate: «Quando ho saputo della sua caduta ci ho pensato subito. Non dovremmo fingere il contrario».

Il percorso e la sfida del Mont Royal

La prova in linea élite maschile, in programma domenica 27 settembre, scatterà da Brossard per concludersi al Parc Jeanne-Mance dopo dodici giri del circuito di Mont Royal. Ogni tornata misura 13,4 chilometri e accumula 269 metri di dislivello, con pendenze che toccano l'undici per cento. La Côte Camillien-Houde, tratto chiave del tracciato, rappresenta il punto in cui la selezione diventa inevitabile. Si tratta dello stesso percorso utilizzato per il Gran Premio di Montreal, gara che due settimane fa ha visto il successo del messicano Isaac Del Toro.

Le gerarchie secondo i protagonisti

Remco Evenepoel, fresco vincitore della cronometro iridata per la quarta volta consecutiva, parte con i favori del pronostico. Il belga, già campione del mondo in linea a Wollongong nel 2022, non ha nascosto le proprie ambizioni: «Sono il favorito? Dico di sì». Evenepoel ha però indicato in Mathieu van der Poel uno degli avversari più pericolosi. L'olandese, iridato a Glasgow nel 2023, arriva a Montreal reduce da una prestazione straordinaria al Giro del Lussemburgo, dove ha vinto l'ultima tappa con una fuga solitaria di 175 chilometri.

Van der Poel e i numeri delle possibilità

Lo stesso Van der Poel ha ridimensionato le proprie chance, attribuendosi un cinque per cento di possibilità di vittoria. «È un circuito difficile, probabilmente al mio limite estremo, ma non impossibile», ha spiegato ai microfoni di Sporza. «Più la corsa sarà dura e meglio è per me, almeno se mi sentirò bene». Il campione olandese ha anche scherzato sulla curiosa coincidenza numerica con Van Aert: «Mi sono dato il cinque per cento, poi ho sentito che lui si è dato l'otto. Non voglio darmi più possibilità di Mathieu».

Il quadro degli avversari e la variabile tattica

Oltre ai due belgi e all'olandese, la lista dei pretendenti include il francese Paul Seixas, il messicano Isaac Del Toro, il britannico Tom Pidcock e il danese Mads Pedersen. L'assenza delle radioline, come da tradizione ai Mondiali, introduce un elemento di imprevedibilità che gli stessi corridori considerano significativo. «Puoi scrivere mille scenari, ma solo uno accadrà e dovrai reagire a quello», ha osservato Van der Poel, che ha definito la nazionalità belga la squadra più forte del lotto.

L'ultima occasione per i due rivali delle classiche

Van der Poel, trentun anni, ha lasciato intendere che questo potrebbe essere uno degli ultimi Mondiali della sua carriera. Van Aert, dal canto suo, insegue un titolo iridato in linea che manca al suo palmares, nonostante quattro medaglie d'argento conquistate tra cronometro e prova su strada. Entrambi condividono la stessa caratteristica di corridori da classiche, chiamati a resistere su un tracciato che nelle ultime tornate potrebbe rivelarsi più selettivo del previsto.

La domanda, a cui la corsa risponderà soltanto, è se la resistenza e l'esperienza potranno colmare il divario con gli scalatori puri.

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