Raffica di droni russi sull'Ucraina: centri commerciali e infrastrutture nel mirino, vittime a Kharkiv e Dnipropetrovsk
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Redazione Esteri
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La tregua, se di tregua si può parlare in un conflitto che ormai si trascina da oltre due anni, è durata lo spazio di una notte. Giovedì 27 agosto, in pieno giorno, la Russia ha scatenato una nuova, pesantissima ondata di attacchi contro il territorio ucraino, una pioggia di droni e missili che si è abbattuta su molteplici obiettivi sparsi da nord a sud del Paese.
Le esplosioni hanno squarciato il cielo e il tessuto urbano di Kiev, la capitale, ma anche di Kharkiv, nel nord-est, di Odessa, sul Mar Nero, e di Kherson, senza dimenticare le vaste aree della regione di Dnipropetrovsk, dove i bombardamenti sono proseguiti per tutta la notte.
L'offensiva, che ha causato vittime tra i civili e ingenti danni materiali, rappresenta una drammatica escalation nella strategia di logoramento messa in atto da Mosca, che sembra aver intensificato la pressione sulle città e sulle infrastrutture critiche del Paese vicino in un momento particolarmente delicato del conflitto.
Il centro commerciale di Kharkiv: l'ora di pranzo spezzata dalle bombe
Il quadro più drammatico arriva da Kharkiv, la grande metropoli industriale del nord-est, da sempre uno dei bersagli preferiti delle forze russe per la sua vicinanza al confine. Qui, intorno all'ora di pranzo, un drone esplosivo si è schiantato contro un grande centro commerciale situato nel distretto di Osnovianskyi, un luogo solitamente affollato di famiglie e lavoratori.
L'impatto ha provocato la morte di una persona e il ferimento di altre tre, secondo le prime ricostruzioni fornite dalle autorità locali, e ha gettato nel panico centinaia di visitatori e dipendenti che in quel momento si trovavano all'interno della struttura. Subito dopo il primo attacco, è scattata immediatamente la procedura di evacuazione, con la polizia e i soccorritori che hanno messo in sicurezza l'area, temendo un secondo raid mirato a colpire proprio i soccorritori e i curiosi accorsi sul posto.
La scelta di un bersaglio così "soft", un luogo di ritrovo e consumo, ha suscitato particolare impressione, confermando la natura indiscriminata degli attacchi che non risparmiano nemmeno gli spazi della vita quotidiana.
Notte di fuoco su Dnipropetrovsk: due morti e decine di raid
Mentre a Kharkiv si contavano i danni del raid pomeridiano, la regione di Dnipropetrovsk, più a sud, ha vissuto ore di terrore durante la notte tra mercoledì e giovedì. Le forze russe hanno sferrato non meno di dieci attacchi separati contro la zona, utilizzando un mix letale di bombardamenti aerei, droni kamikaze e artiglieria pesante. Lo ha reso noto Oleksandr Hanzha, il capo dell'Amministrazione militare regionale, citato dall'agenzia di stampa ucraina Ukrinform.
Secondo il funzionario, i bombardamenti hanno causato la morte di due civili, un bilancio che purtroppo rischia di aggravarsi man mano che le squadre di soccorso completano le operazioni di rimozione delle macerie. "Il nemico ha attaccato più di dieci volte le aree popolate con droni, bombe aeree e artiglieria", ha scritto Hanzha su Telegram, lanciando un appello alla popolazione a rimanere nei rifugi e a non abbassare la guardia, nonostante la stanchezza e l'abitudine alle sirene.
Un'offensiva a tutto campo: infrastrutture e logistica nel mirino
L'attacco a Kharkiv e i bombardamenti su Dnipropetrovsk non sono episodi isolati, ma si inseriscono in una strategia offensiva coordinata che ha preso di mira, nel corso della stessa giornata, obiettivi strategici in tutto il Paese. La capitale Kiev è stata nuovamente scossa da esplosioni, mentre le città portuali di Odessa e Kherson sono state bersagliate con l'obiettivo dichiarato di colpire le infrastrutture portuali, gli impianti industriali e i centri di distribuzione del commercio al dettaglio.
Questo pattern di attacchi multipli, che combinano l'uso di droni a basso costo con missili da crociera più sofisticati, mira a mettere in ginocchio non solo il sistema energetico ma anche la rete logistica e commerciale ucraina, cercando di interrompere le catene di approvvigionamento e di seminare il panico tra la popolazione. L'offensiva, che ha interessato anche le zone di retroguardia, dimostra la capacità della Russia di mantenere un alto tasso di fuoco e di colpire simultaneamente bersagli distanti centinaia di chilometri l'uno dall'altro, mettendo a dura prova le difese aeree di Kiev.
L'evacuazione e il soccorso: la macchina della solidarietà in azione
Nonostante la violenza degli attacchi e il tentativo di colpire più volte gli stessi obiettivi per seminare il panico e colpire i soccorritori, la macchina dei soccorsi e della solidarietà in Ucraina ha continuato a funzionare. A Kharkiv, dopo l'impatto del drone, le operazioni di evacuazione dal centro commerciale sono state rapide e ordinate, con i gestori dell'edificio e le forze dell'ordine che hanno guidato le persone verso le uscite di sicurezza, allontanandole dalla zona potenzialmente esposta a un secondo attacco.
Le immagini che arrivano dalle città colpite mostrano ancora una volta la drammatica realtà di un conflitto che non fa sconti, con vigili del fuoco che lottano contro le fiamme divampate tra le lamiere contorte dei centri commerciali e i soccorritori che si affannano a cercare sopravvissuti sotto le macerie degli edifici residenziali.
La popolazione, ormai abituata a questi rituali di guerra, si rifugia nei sotterranei delle stazioni della metropolitana e nei bunker, aspettando che passi la tempesta, mentre le autorità locali aggiornano minuto per minuto il conteggio delle vittime su Telegram, l'unico canale di comunicazione rimasto affidabile in mezzo al caos delle esplosioni.
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