FdI chiarisce la linea: Santanchè dovrà lasciare se confermato il rinvio a giudizio, e Roberti?

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Le parole di Galeazzo Bignami, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, non lasciano spazio a interpretazioni: se Daniela Santanchè, ministra del Turismo, dovesse essere rinviata a giudizio per il caso legato alla presunta truffa sui fondi Covid, sarà tenuta a dimettersi. Una presa di posizione netta, ribadita durante un’intervista a SkyTg24, che però solleva interrogativi su altre figure politiche coinvolte in procedimenti giudiziari, come Francesco Roberti, presidente della Regione Molise, attualmente indagato dalla Direzione Distrettuale Antimafia per corruzione e abuso d’ufficio.

Bignami ha precisato che la richiesta di dimissioni non sarebbe legata a una cattiva gestione del dicastero – anzi, i dati sul turismo sarebbero "premianti" – ma alla necessità di garantire all’esponente di governo la possibilità di difendersi senza il peso dell’incarico. Un principio che, se applicato in modo uniforme, potrebbe riguardare anche Roberti, la cui posizione resta in bilico mentre l’inchiesta prosegue.

Intanto, il procedimento che vede coinvolta Santanchè subisce una battuta d’arresto. L’udienza preliminare, prevista per il 26 marzo, è stata rinviata dopo il cambio dell’avvocato difensore. Salvatore Pino, subentrato al posto di Salvatore Sanzo, ha chiesto tempo per esaminare le carte, ottenendo uno slittamento della scadenza processuale. La ministra è accusata di aver presentato richieste fraudolente per la cassa integrazione Covid a favore dei dipendenti del gruppo Visibilia, oltre a essere già rinviata a giudizio per falso in bilancio.

La vicenda giudiziaria, che si intreccia con la vita politica, mette in luce un doppio standard potenziale: se da un lato FdI insiste sul fatto che un rinvio a giudizio debba portare alle dimissioni, dall’altro non è chiaro se la stessa logica verrà applicata a Roberti, la cui posizione – almeno per ora – non ha suscitato dichiarazioni altrettanto esplicite. Resta da vedere se il partito deciderà di uniformare la sua linea, evitando discrepanze che potrebbero alimentare critiche.

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