Renzi contro la norma "sovietica" di FdI

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Redazione Interno Redazione Interno   -   ROMA — Nella sala Garibaldi di Palazzo Madama, Matteo Renzi, ex premier e leader di Italia Viva, ha espresso la sua indignazione per la norma proposta da Fratelli d'Italia, che mira a limitare le consulenze estere, definendola "sovietica". Renzi, che ha accumulato notevoli compensi da quando ha lasciato Palazzo Chigi, tra cui la famosa consulenza dall'Arabia Saudita, ha sottolineato come questa sia la prima volta che una maggioranza legifera ad personam.

Durante il dibattito sulle comunicazioni di Giorgia Meloni alla vigilia del Consiglio europeo, Renzi ha alzato la voce, circondato da un gruppo di sostenitori, dichiarando che la norma è incostituzionale e mirata specificamente contro di lui. Ha inoltre criticato la Lega, che inizialmente aveva appoggiato la norma, per poi ritirarsi, definendo assurdo il divieto di ricevere compensi da Paesi extra UE.

Renzi ha anche fatto riferimento alla recente sentenza del tribunale di Firenze, che lo ha prosciolto da tutte le accuse nell'inchiesta sulla Fondazione Open. Ostentando tranquillità, ha concluso la sua consueta corsetta per le strade del centro di Roma, annunciando che nel pomeriggio avrebbe chiarito ulteriormente la sua posizione.

La norma, che ha suscitato polemiche e divisioni all'interno della maggioranza, è stata definita da Renzi come un tentativo di limitare la sua libertà professionale e politica.

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