Meloni in Arabia Saudita, accordi miliardari e tensioni sui dazi
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Redazione Interno
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Alla fine della prima settimana di presidenza Trump, caratterizzata dalle immagini dei migranti incatenati sugli aerei della deportazione, è chiaro quale sarà l'atteggiamento dell'opposizione nei confronti di Giorgia Meloni, unica premier europea presente alla cerimonia d'insediamento, in virtù del buon rapporto con il nuovo Presidente. Con Trump, molti sperano nella pace, ma altri temono l'attuazione delle parti più controverse del suo programma: nuovi dazi alla Cina e forse agli alleati, aumento delle spese militari per i paesi NATO, espulsione di milioni di migranti dagli USA.
Nel frattempo, Meloni si trova in Arabia Saudita, dove ha incontrato i giornalisti ad Al-Ula, dopo la firma di accordi tra imprese italiane e partner sauditi per un valore di quasi 10 miliardi di euro. La premier ha dichiarato che, pur comprendendo le preoccupazioni degli USA sui dazi, ritiene che il dialogo e una soluzione equilibrata siano il modo migliore per affrontare la questione. Ha parlato anche dei conflitti in Medio Oriente e di quello in Ucraina, sottolineando l'importanza di un approccio diplomatico.
In Italia, la situazione politica è altrettanto complessa. I magistrati, con in mano la costituzione, hanno abbandonato il salone dei Busti di Castel Capuano a Napoli durante la cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario, in segno di protesta contro il ministro Carlo Nordio. Questo gesto simbolico evidenzia le tensioni tra il governo e la magistratura, che si oppone a diverse riforme proposte dall'esecutivo.
La settimana si conclude con un quadro internazionale e nazionale caratterizzato da incertezze e sfide, in cui i leader politici sono chiamati a trasformare le loro ambizioni in azioni concrete.




