Tensione a Madrid: la Vuelta interrotta da proteste, feriti 22 agenti
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Redazione Sport
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La capitale spagnola, dove si sarebbe dovuta svolgere la tradizionale e festosa tappa finale della Vuelta, è stata invece teatro di gravi incidenti che hanno costretto gli organizzatori a cancellare la conclusione della corsa. Secondo quanto riportato dalla radiotelevisione pubblica Rtve, almeno ventidue agenti della polizia nazionale hanno riportato ferite di varia entità durante gli scontri con i manifestanti pro-Palestina, i quali, in numero di oltre centomila, hanno di fatto occupato il centro cittadino e il percorso della competizione.
L’epicentro dei disordini, che hanno visto protagonisti alcuni gruppi più facinorosi, si è localizzato in prossimità della stazione di Atocha e di piazza Callao, dove sono state abbattute le transenne e dove la polizia è stata costretta a intervenire con cariche e, secondo alcune ricostruzioni, anche con proiettili di gomma per tentare di ripristinare l’ordine pubblico. La situazione, divenuta insostenibile, ha obbligato le autorità a deviare il gruppo dei ciclisti verso il giardino del Palacio Real, comunicando loro la decisione irrevocabile di sospendere la corsa e privando così il vincitore Jonas Vingegard del consueto tributo finale.
Sullo sfondo della protesta, che ha paralizzato Madrid, rimane il profondo solco politico-diplomatico aperto dal Primo Ministro socialista Pedro Sánchez, il quale, pur non avendo commentato gli incidenti nella serata di domenica, è da tempo una delle voci più critiche in Europa sulla condotta di Israele a Gaza. Già nella mattinata, lo stesso Sánchez aveva espresso pubblicamente la sua “ammirazione” per i manifestanti, pur dichiarando di avere “rispetto” per gli atleti, una presa di posizione che molti osservatori considerano ambigua e che gli avversari politici gli rinfacciano, accusandolo di aver fomentato indirettamente la protesta.




