Proteste a Madrid fermano la Vuelta, il direttore Guillén: “Giornata inaccettabile”
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Redazione Sport
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La capitale spagnola è stata nuovamente scenario di una tensione palpabile, domenica 14 settembre, quando un’imponente manifestazione di sostegno alla causa palestinese ha di fatto paralizzato l’evento conclusivo della Vuelta di Spagna. Un fiume umano, che le autorità hanno quantificato in oltre centomila persone, ha invaso il centro cittadino, concentrando la propria contestazione sulla presenza del team Israel Premier Tech alla corsa ciclistica.
L’ondata di protesta, che aveva già caratterizzato altre tappe della competizione, ha raggiunto il suo apice a Madrid, dove i dimostranti sono riusciti a superare il dispositivo di sicurezza – composto da più di millecinquecento agenti – invadendo la carreggiata e costringendo gli organizzatori a prendere una decisione drastica. L’ultima tappa, quella con l’arrivo tradizionale nella capitale, è stata dunque annullata, insieme alla relativa cerimonia di premiazione ufficiale; i corridori, già deviati dal percorso originario, sono stati informati della sospensione definitiva della corsa.
Contestualmente, il ministro dell’Interno Fernando Grande-Marlaska ha difeso con forza l’operato delle forze dell’ordine, il cui dispiegamento è stato paragonato, per impegno e dimensioni, a quello messo in campo durante la conferenza NATO del 2022. Marlaska ha definito “assolutamente professionale” il lavoro della polizia, rimarcando come il diritto alla manifestazione sia stato garantito senza che venisse pregiudicata la sicurezza pubblica.




