Le tempeste della moda: il "method dressing" gotico di Margot Robbie per il nuovo film
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Il legame tra un personaggio e l’interprete, come è noto, non si consuma soltanto davanti alla macchina da presa, ma può prolungarsi in una scelta estetica accurata che accompagna la promozione stessa dell’opera. È quanto sta accadendo a Margot Robbie, la quale, presentando in varie capitali “Cime tempestose” – il nuovo adattamento diretto da Emerald Fennell del romanzo ottocentesco di Emily Brontë – ha imboccato con rigore una via di “method dressing” impeccabile. Gli abiti scelti per le premiere, che spaziano dalle creazioni di Schiaparelli a quelle di Chanel, passando per Dilara Findikoglu e Galliano, parlano infatti un linguaggio visivo coerente, tutto giocato su rimandi all’estetica gotica e vittoriana che pervade la pellicola.
Un vestiario che è già narrazione
I tailleur dalla linea severa, i corsetti strutturati, i pizzi e i velluti, persino una certa palette di colori cupi: ogni apparizione pubblica dell’attrice sembra dunque un frammento di quel mondo narrativo dominato dalle passioni tempestose e dai paesaggi selvaggi. La storia d’amore tormentata, intensa e anche tossica tra Heathcliff e Catherine Earnshaw, che Jacob Elordi e la stessa Robbie portano sullo schermo, trova così una sua eco nella moda, la quale non si limita a decorare ma contribuisce a costruire l’universo simbolico del film. Un lavoro di squadra, quello tra attrice e stilisti, che dimostra quanto il costume possa farsi strumento di storytelling anche al di fuori della finzione cinematografica.
La sorpresa di un ruolo inatteso
L’immersione nel personaggio di Catherine, d’altronde, per Margot Robbie è stata una circostanza in parte inaspettata. La star ha rivelato, nel corso di una recente apparizione televisiva accanto al collega Jacob Elordi, di essere inizialmente coinvolta nel progetto soltanto nel ruolo di produttrice, senza dunque l’intenzione di calcare le scene. La possibilità di interpretare la protagonista si è materializzata successivamente, lasciando la stessa attrice incredula di fronte all’opportunità di dare volto e a una delle eroine più complesse e celebrate della letteratura inglese. Un destino, il suo, che incrocia quello di Fennell, la regista che aveva già diretto Elordi in “Saltburn”, pellicola audace e di successo che ha significativamente lanciato la carriera internazionale dell’attore australiano.
Dalla finzione alla realtà: la camera di Cathy su Airbnb
L’alone romantico e tenebroso del romanzo, intanto, contagia persino l’ospitalità. Per celebrare l’uscita del film, dal 27 febbraio al 4 marzo, tre coppie avranno la possibilità di soggiornare in una camera appositamente allestita e ispirata a quella di Cathy Earnshaw. La location non è casuale: si tratta di una dimora storica situata proprio nello Yorkshire, quella contea del nord dell’Inghilterra la cui natura aspra e suggestiva ha ispirato l’immaginazione di Emily Brontë. Un’esperienza immersiva che, pur nella sua temporalità limitata, permette di assaporare le atmosfere di un classico senza tempo, mentre l’attesa per la pellicola cresce tra gli appassionati.




