Operazione Recovery: un duro colpo alla 'ndrangheta a Cosenza
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Redazione Interno
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L'operazione "Recovery", condotta dalle forze dell'ordine italiane, ha portato all'emissione di 142 misure cautelari. Questa operazione è stata coordinata dal procuratore facente funzioni della Dda di Catanzaro, Vincenzo Capomolla, che ha fornito i dettagli del blitz durante una conferenza stampa.
Dettagli dell'operazione
L'operazione "Recovery" ha visto la partecipazione di Carabinieri, Polizia e Finanza. Questa operazione ha portato allo smantellamento di un'organizzazione criminale che operava diffusamente sul territorio. L'indagine è stata condotta con la stretta collaborazione tra le Procure di Catanzaro e di Cosenza.
Il quadro della situazione
L'operazione "Recovery" ha svelato un'organizzazione di 'ndrangheta capillare, pervasiva e pressante, che aveva il monopolio dello spaccio di droga a Cosenza. Questa confederazione criminale dominava a Cosenza da anni. Le forze dell'ordine hanno eseguito 142 misure cautelari in sinergia tra di loro.
L'operazione Recovery e Reset
L'operazione "Recovery" rappresenta l'appendice del maxi-blitz "Reset" di qualche anno fa. Questa volta a essere decapitati sono stati i vertici del gruppo dei cosiddetti "italiani" della confederazione cosentina, dopo che "Reset" aveva colpito soprattutto la componente di etnia rom.
Il monopolio della droga a Cosenza
La confederazione di 'ndrangheta operante a Cosenza, nell'hinterland e in diverse zone del territorio, aveva il monopolio della droga. Questa operazione antidroga ha portato all'arresto di oltre 100 persone. Il procuratore Capomolla ha parlato di un'operazione nata come naturale sviluppo di Reset.




