Il tram deraglia ancora a Milano: terzo incidente in dieci giorni tra guasti e indagini sulla scatola nera
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Redazione Interno
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Non c’è pace per la rete tranviaria di Milano. Un altro mezzo, questa volta un convoglio della linea 15, è finito fuori dai binari nella mattina di lunedì 9 marzo, nel territorio del Comune di Rozzano, all’altezza del centro commerciale Fiordaliso. La dinamica, per fortuna, non ha avuto conseguenze gravi: la vettura, come hanno ricostruito i tecnici di Atm intervenuti sul posto, stava ripartendo da una fermata e procedeva a passo d’uomo quando il carrello centrale della seconda carrozza è letteralmente saltato via dalle rotaie. Un evento che poteva trasformarsi in una tragedia se la velocità fosse stata più elevata o se, come hanno sottolineato gli stessi operatori, sul binario opposto stesse sopraggiungendo un altro tram in direzione contraria. La linea, inevitabilmente, è stata interrotta e per i pendolari sono state attivate delle corse sostitutive con autobus tra piazzale Abbiategrasso e il capolinea di Rozzano, in attesa che il mezzo, rimasto incagliato, venisse rimosso e che la tratta tornasse agibile.
Le cause di quest’ultimo episodio, il terzo in appena dieci giorni, sembrano orientarsi verso un'origine tecnica. A differenza di quanto accaduto in altri contesti, gli investigatori e i periti di Atm hanno escluso quasi subito l’ipotesi di un atto doloso o di un sabotaggio, concentrandosi invece su un malfunzionamento meccanico. Stando a quanto riferito da uno dei conducenti presenti al momento del fatto, tutte le apparecchiature elettroniche di bordo funzionavano regolarmente e dalla centrale operativa non era arrivata alcuna segnalazione di anomalia; ciò ha spinto gli accertamenti verso un guasto improvviso, localizzato probabilmente nel carrello, che non ha retto all’avvio del mezzo. Un episodio, questo di Rozzano, che arriva a stretto giro di posta dopo un altro incidente, quello occorso a un tram della linea 9 nella serata di sabato 8 marzo, quando un convoglio senza passeggeri, di ritorno al deposito, è deragliato in piena curva tra via Galvani e via Filzi, a due passi dalla stazione Centrale.
In quel caso specifico, i primi rilievi effettuati dagli agenti della polizia locale hanno permesso di individuare con buona approssimazione la causa scatenante: sui binari, in quel tratto, era presente un bullone. Un elemento metallico, forse caduto da un altro veicolo o forse staccatosi dal medesimo binario a causa dello stress e dell’usura, che ha agito come un cuneo, facendo letteralmente impennare e poi uscire dalle guide il tram. Un’eventualità, quella dell’oggetto estraneo sui binari, che gli inquirenti non hanno mai scartato del tutto nemmeno per la sciagura più grave, quella del 27 febbraio, ma che in questo contesto appare tecnicamente compatibile con la dinamica. Resta, comunque, sullo sfondo la pista, ritenuta al momento remota, di un gesto vandalico o di un sabotaggio, benché nessun elemento, al momento, porti in quella direzione.
E proprio sull’incidente di viale Vittorio Veneto, quello costato la vita a due persone e il ferimento di altre 54, l’attenzione degli inquirenti è massima e concentrata su ciò che potranno rivelare gli strumenti di bordo. Il tram, un moderno Tramlink di ultima generazione, è infatti dotato di una sofisticata scatola nera, un dispositivo che registra parametri fondamentali come la velocità istantanea, le frenate e i comandi impartiti dal conducente. Sono queste le memorie informatiche, insieme ai tabulati telefonici del tranviere, che la procura, nelle persone del pm Elisa Calanducci e del procuratore Marcello Viola, sta attendendo di analizzare per confermare o smentire la versione fornita dall'uomo. Il conducente, un sessantenne con decenni di servizio alle spalle e attualmente indagato per omicidio colposo e disastro ferroviario, ha parlato di un malore improvviso: un dolore a un dito del piede, secondo quanto avrebbe riferito ai sanitari, che si sarebbe acuito fino a provocare un mancamento, facendogli perdere il controllo del mezzo e impedendogli di azionare lo scambio che avrebbe dovuto far proseguire dritto il tram.




