Milano, un altro tram deraglia in via Filzi: il mezzo era vuoto, sui binari un bullone

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Non era trascorsa nemmeno una settimana dalla tragedia di viale Vittorio Veneto, dove un tram della linea 9 si era schiantato contro un locale provocando due vittime e una cinquantina di feriti, che nella serata di sabato 7 marzo un altro convoglio è uscito dai binari a Milano. Il nuovo incidente, che per fortuna non ha avuto conseguenze per l'incolumità pubblica, si è verificato intorno alle 22 nella curva compresa tra via Galvani e via Filzi, a pochi passi dalla stazione Centrale. A bordo del mezzo, un modello Jumbo della flotta Atm, si trovava esclusivamente il conducente, poiché il tram stava facendo rientro al deposito di via Leoncavallo dopo essere rimasto in servizio per l'intera giornata.

Dalle prime verifiche effettuate dai tecnici dell'azienda dei trasporti milanese, intervenuti immediatamente dopo la segnalazione per rimuovere il veicolo e ripristinare la circolazione, la causa del deragliamento sarebbe da attribuire alla presenza di un bullone sulle rotaie. Un dettaglio, quest'ultimo, che gli investigatori dovranno ora chiarire con precisione: non è stato ancora stabilito, infatti, se quell'elemento metallico si sia staccato da un altro convoglio transitato poco prima o se, ipotesi comunque al momento non suffragata da elementi concreti, qualcuno possa averlo posizionato volontariamente in quella sede, magari con intenti malevoli. Ciò che appare certo, come hanno tenuto a sottolineare i portavoce di Atm, è che la dinamica di questo episodio appaia profondamente diversa rispetto a quella, ancora al vaglio della Procura, che ha portato allo schianto del Tramlink di ultima generazione in viale Vittorio Veneto.

Un episodio che riaccende i riflettori sulla sicurezza della rete

Procedendo a velocità ridotta, il Jumbo della linea 12 ha innestato le ruote sul bullone mentre affrontava la curva, perdendo aderenza e uscendo dal tracciato: un meccanismo, questo, che non ha provocato il ribaltamento della vettura e che ha consentito al conducente di rimanere illeso, se si esclude il comprensibile spavento. Sul posto, oltre ai tecnici, è giunta anche una pattuglia della polizia locale per i rilievi del caso, sebbene non sia stata ipotizzata alcuna ipotesi di reato specifica a carico di terzi. La rimozione del mezzo è avvenuta senza particolari complicazioni e i disagi alla circolazione stradale, a detta degli uffici comunali, sono stati tutto sommato contenuti e limitati alla serata.

L'incidente, sebbene privo di conseguenze fisiche per le persone, si inserisce in un clima di comprensibile attenzione intorno allo stato dell'infrastruttura tranviaria milanese. Il precedente del 27 febbraio ha lasciato il segno nell'opinione pubblica, e qualsiasi anomalia, anche minima, viene ormai registrata con preoccupazione. Nel caso specifico, la natura dell'oggetto finito sui binari fa propendere per una causalità accidentale, legata magari alla caduta da un altro mezzo in transito, ma non verrà tralasciato alcun accertamento: gli stessi tecnici hanno provveduto a mettere in sicurezza l'area e a ispezionare un lungo tratto di rotaia per scongiurare la presenza di ulteriori corpi estranei.

Le differenze con l'incidente di viale Vittorio Veneto

Se nel caso del tram 9 gli inquirenti stanno ancora cercando di fare piena luce sul ruolo che avrebbe potuto avere un presunto malore del conducente o, in alternativa, un malfunzionamento dei sistemi di sicurezza, qui il contesto appare più lineare. Il mezzo coinvolto, un Jumbo, è un modello più datato rispetto al Tramlink, ma la cui tecnologia è ampiamente collaudata, e il fatto che non vi fossero passeggeri a bordo ha escluso fin da subito la possibilità di una strage. Resta da capire, piuttosto, come mai quel bullone si trovasse lì e se vi siano state negligenze nella manutenzione o nella pulizia dei binari in una zona, quella attorno allo scalo ferroviario, tra le più trafficate della città.

L'episodio è stato archiviato in poche ore dagli uffici competenti come un incidente autonomo e privo di correlazioni con le indagini in corso sullo schianto del 27 febbraio, se non per la contiguità temporale. Atm, dal canto suo, ha avviato una ricognizione straordinaria su alcuni tratti ritenuti sensibili, con l'obiettivo di scongiurare il ripetersi di situazioni analoghe, e ha già provveduto a sostituire il bullone incriminato, ripristinando la piena funzionalità della linea.

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