Il dietrofront di Vlahovic: porte aperte alla Juve, ma alle condizioni di Carnevali

Il dietrofront di Vlahovic: porte aperte alla Juve, ma alle condizioni di Carnevali
Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   Un mese fa sembrava la fine della storia, oggi è l'inizio di un clamoroso ritorno di fiamma. L'edizione odierna di Tuttosport lancia l'indiscrezione che sta scuotendo il mondo bianconero: Dusan Vlahovic, svincolatosi ufficialmente il 30 giugno, sta facendo di tutto per ricucire lo strappo con la Juventus, dopo un addio che a inizio estate appariva scontato e definitivo.

I presupposti per la separazione, in effetti, erano ai minimi storici, congelati da quella frase pronunciata nei dialoghi per il rinnovo e ancora ben impressa nella memoria della dirigenza: "Ma posso mica guadagnare come David?", un'affermazione che fece da scintilla in un rapporto già reso fragile dai passati attriti con l'ex dirigente Damien Comolli, il quale aveva spinto con forza per portare a Torino il centravanti canadese. Eppure, il quadro si è capovolto e il giocatore serbo, che aveva salutato la Continassa con un certo risentimento, sembra ora pronto a fare marcia indietro.

Vlahovic chiama la Juve: la telefonata che riapre il dialogo

Secondo quanto riportato da Tuttosport, a muovere le acque sarebbe stata una telefonata diretta del giocatore ai vertici del club, un gesto che ha sorpreso non poco l'ambiente. Vlahovic non si sarebbe limitato a un contatto formale con la dirigenza, ma avrebbe anche chiamato alcuni dei suoi ex compagni di squadra, manifestando la volontà di rientrare nel progetto tecnico. Il giornalista Guido Vaciago svela che non ci sarebbe stato alcun messaggio d'addio ufficiale, né da parte della società né del calciatore, come a lasciare uno spiraglio che oggi si sta spalancando in modo inaspettato.

La Juventus, dal canto suo, sta valutando la proposta con attenzione, anche perché la necessità di un centravanti di ruolo è un tema caldo per il tecnico Spalletti, al quale il profilo di Vlahovic è sempre piaciuto.

La mediazione di Carnevali: porte aperte ma con condizioni

La parziale e sussurrata riapertura delle porte da parte dell'ad e dg Giovanni Carnevali ha fatto rumore, perché il dirigente ha lasciato intendere che un ritorno è possibile, ma evidentemente non a qualsiasi condizione. "Le nostre porte sono aperte", avrebbe fatto sapere Carnevali, un messaggio che però va letto come un'apertura condizionata, più che come un benvenuto incondizionato.

La società bianconera, in questa fase di ricostruzione, non intende farsi trovare impreparata e sta lavorando a un nuovo accordo che tenga conto non solo degli aspetti economici, ma anche di quelli tecnici e relazionali, superando le incomprensioni che avevano portato alla rottura. In fondo, il fatto che il club non abbia mai reciso del tutto i canali di comunicazione con l'entourage del serbo rappresenta un indizio significativo di come la dirigenza consideri ancora il suo valore.

Il nodo della frase e l'eredità di Comolli

La frase "Ma posso mica guadagnare come David?" continua a rappresentare il nodo psicologico di questa trattativa, un retroscena che a inizio giugno aveva gelato i rapporti. Il riferimento al centravanti canadese, sponsorizzato da Damien Comolli, era stato interpretato come una provocazione e un rifiuto delle strategie di mercato della società, contribuendo a creare un clima di sfiducia che sembrava insanabile.

Ora, però, il tempo e la necessità reciproca stanno smussando gli angoli: da un lato Vlahovic, libero da vincoli contrattuali, cerca una piazza che gli garantisca continuità e visibilità; dall'altro la Juventus si trova a dover rinforzare il reparto offensivo con un profilo di esperienza e conoscenza dell'ambiente. La trattativa, insomma, riparte da quelle macerie di giugno, con la speranza di ricostruire un rapporto che tutti davano per chiuso.

Una trattativa infinita e un ritorno di fiamma

Ad inizio estate si erano lasciati maluccio, eppure oggi i contatti sono in corso e le parti sembrano intenzionate a trovare un punto d'incontro. La Juventus ha bisogno di un centravanti e a Spalletti, come detto, Vlahovic piace: queste due semplici constatazioni stanno alimentando un nuovo colpo di scena in una vicenda che sembrava avere già scritto l'epilogo.

Resta da capire se la volontà del giocatore di fare marcia indietro sarà sufficiente a superare le diffidenze e a tradursi in un accordo concreto, ma il fatto stesso che si stia tornando a parlare di un possibile ritorno rappresenta una svolta inaspettata. Il mercato, si sa, è fatto di continui ribaltoni e questo caso ne è l'ennesima dimostrazione, con Carnevali che tiene le redini di una partita che potrebbe ancora regalare sorprese.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.