Il clamoroso dietrofront di Vlahovic: il serbo chiama la Juve, Carnevali apre le porte
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Redazione Sport
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La storia tra Dusan Vlahovic e la Juventus, che sembrava essersi definitivamente chiusa con la scadenza del contratto lo scorso 30 giugno, ha preso una piega del tutto inaspettata. Secondo quanto riportato da Tuttosport, il centravanti serbo avrebbe infatti contattato direttamente i vertici del club bianconero per tentare una clamorosa ricucitura. Una mossa a sorpresa che arriva dopo settimane di silenzio e di reciproco distanziamento, quando le parti sembravano ormai avviate verso strade diverse, e che adesso potrebbe riaprire un dossier che molti davano per archiviato.
La frattura e la frase che ha fatto rumore
A complicare i rapporti, già tesati da tempo, aveva contribuito in maniera determinante la gestione dell'ex amministratore delegato Damien Comolli, che aveva sposato in prima persona la linea della cessione dell'attaccante. Il nodo centrale delle trattative per il rinnovo era stato, come spesso accade, di natura economica. A far precipitare gli animi e a creare un'atmosfera di forte imbarazzo all'interno dello spogliatoio e della Continassa era stata una frase pronunciata da Vlahovic, rimasta celebre negli ambienti juventini: «Ma posso mica guadagnare come David?».
Un commento che il serbo avrebbe rivolto allo stesso Comolli, riferendosi al nuovo acquisto Jonathan David, e che aveva evidenziato un confronto salariale ritenuto fuori luogo dai dirigenti e dai compagni di squadra.
Il cambio al vertice e la riapertura di Carnevali
Il quadro dirigenziale è però radicalmente mutato nelle ultime settimane. A giugno, il club ha ufficializzato l'addio di Damien Comolli e l'arrivo del nuovo amministratore delegato e direttore generale Giovanni Carnevali, ex uomo di punta del Sassuolo, che ha portato con sé una visione differente per il futuro della società. Nonostante le prime dichiarazioni del nuovo vertice sembrassero chiudere le porte a un ritorno del serbo, con Carnevali che aveva dichiarato che Vlahovic non era nei pensieri della società, il vento è improvvisamente cambiato.
In un'intervista rilasciata a Sky Sport, lo stesso amministratore delegato ha infatti lasciato uno spiraglio, affermando: «Non lo abbiamo incontrato, ma le porte sono aperte con tutti». Un'apertura che ha di fatto rianimato le speranze di un clamoroso ripensamento.
Vlahovic si muove in prima persona e il mercato non offre alternative
A cambiare le carte in tavola è stata la volontà di Vlahovic di giocarsi il tutto per tutto. Il giocatore, rimasto svincolato dopo il 30 giugno, ha deciso di agire in prima persona, scavalcando l'intermediazione del padre Milos e contattando direttamente i dirigenti bianconeri per chiedere un incontro. A spingerlo verso questa marcia indietro sarebbe stata l'assenza di offerte concrete dai top club europei, con le uniche manifestazioni di interesse arrivate dalla Turchia, in particolare dal Besiktas, una destinazione che il serbo avrebbe però rifiutato.
Senza dimenticare la stima incondizionata dell'allenatore Luciano Spalletti, che avrebbe sempre visto in Vlahovic un elemento centrale per il suo progetto tecnico. La sensazione è che, in un mercato complicato e con le difficoltà emerse nella trattativa per il ritorno di Randal Kolo Muani, la strada che porta a una soluzione interna sia diventata la più praticabile.
Le condizioni economiche per il ritorno
Il ritorno di fiamma, però, si scontrerà inevitabilmente con la sostenibilità economica. Vlahovic era di gran lunga il calciatore più pagato della rosa, con un ingaggio che lo rendeva il top earner del campionato italiano, percependo circa 12 milioni di euro netti a stagione. Una cifra che la nuova dirigenza non ha alcuna intenzione di replicare per un rinnovo. La Juventus si è detta pronta a discutere, ma la nuova offerta sarebbe molto più bassa, attestandosi sui 6 milioni di euro netti più bonus, quasi la metà di quanto percepito in precedenza.
Un taglio significativo, che però permetterebbe a Vlahovic di rimanere in un ambiente che conosce bene e di giocarsi una stagione da protagonista agli ordini di Spalletti, in attesa di rilanciarsi sul mercato europeo.




