L’Europa apre alla vendita di auto ibride dopo il 2035: un clamoroso dietrofront

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Per anni, il 2035 è stato considerato una data simbolo per l’industria automobilistica europea, un punto di non ritorno verso la completa elettrificazione del parco auto. La fine delle vendite di veicoli a benzina e diesel, con il mercato destinato a essere dominato esclusivamente dalle auto elettriche, sembrava un obiettivo ormai consolidato. Tuttavia, secondo quanto anticipato dal settimanale tedesco Der Spiegel, l’Unione Europea starebbe valutando una significativa modifica a questa decisione, aprendo la porta anche alle auto ibride plug-in e ai veicoli elettrici dotati di range extender.

Un documento strategico, risalente alla fine di gennaio e citato dal portale Energie-Bau, avrebbe messo in discussione la linea finora seguita, proponendo una maggiore flessibilità. Questo cambio di rotta, che potrebbe essere formalizzato nel prossimo piano di rilancio del settore previsto per il 5 marzo, sarebbe il risultato delle pressioni esercitate dalla lobby dell’auto, preoccupata per i tempi stretti e i costi della transizione.

La trattativa, guidata dalla presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, è entrata nel vivo, con Bruxelles che sembra disposta a fare concessioni. Tra queste, la possibilità di prolungare la produzione e la vendita di auto ibride plug-in anche dopo il 2035, una mossa che, se da un lato potrebbe favorire i costruttori europei, dall’altro rischia di rallentare la discesa dei prezzi delle auto elettriche, con possibili ripercussioni sui consumatori.

L’ipotesi di un’apertura alle ibride plug-in, sebbene ancora non definitiva, solleva interrogativi sulla coerenza della strategia europea. Da un lato, si teme che questa scelta possa indebolire la competitività dell’industria continentale, già sotto pressione per l’avanzata delle aziende cinesi, leader nel settore dell’elettrico. Dall’altro, si apre un dibattito sull’effettiva sostenibilità delle ibride, che, pur rappresentando un passo avanti rispetto ai motori tradizionali, non garantiscono le stesse prestazioni ambientali dei veicoli completamente elettrici.

Il “Dialogo strategico”, avviato il 30 gennaio e che riunisce costruttori, sindacati e rappresentanti politici, ha l’obiettivo dichiarato di semplificare e modernizzare il quadro normativo del settore. Tuttavia, questa possibile svolta rischia di complicare ulteriormente il percorso verso la decarbonizzazione, creando incertezze per gli investitori e rallentando l’innovazione tecnologica.

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