Ancelotti e il Brasile, il clamoroso dietrofront: salta l'accordo verbale

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Mancava solo l’ufficialità, quella che avrebbe trasformato in realtà ciò che ormai sembrava scontato: Carlo Ancelotti, dopo la parentesi al Real Madrid, avrebbe guidato il Brasile verso il Mondiale 2026. Eppure, proprio quando tutto appariva definito, la trattativa è naufragata. A riportare la notizia, con tempismo e precisione, è stato Marca, testata spagnola da sempre vicina alle dinamiche della Casa Blanca, secondo cui l’allenatore avrebbe comunicato personalmente a Ednaldo Rodrigues, presidente della CBF, la decisione di rinunciare all’incarico.

Le ragioni del ripensamento, stando alle fonti iberiche, risiederebbero nell’impossibilità di prendere le redini della Seleção già dal prossimo giugno. Ancelotti, che aveva proposto come alternativa il mese di agosto, avrebbe così costretto la federazione brasiliana a rivedere i propri piani. Un intoppo non da poco, considerando che l’intesa – seppur verbale – era considerata ormai certa, tanto da spingere i vertici del calcio verdeoro a organizzare un incontro a Londra per la firma del contratto.

Non è chiaro, però, se dietro questa sterzata si celi anche un cambio di strategia da parte del Real Madrid. Florentino Pérez, presidente del club, avrebbe infatti valutato con maggiore attenzione la possibilità di trattenere l’italiano, il cui legame con le merengues rimane solido nonostante le voci di addio circolate negli ultimi mesi. Quel che è certo è che il Brasile, dopo aver puntato tutto su Ancelotti, si ritrova ora a dover ricominciare la caccia al successore di Tite.

Intanto, Globo, portale brasiliano tra i più autorevoli, conferma la svolta, aggiungendo che la CBF dovrà ripiegare su altri nomi. Tra i possibili candidati, spiccano quelli di Fernando Diniz, attualmente alla guida del Fluminense, e di Abel Ferreira, tecnico del Palmeiras. Resta il fatto che Ancelotti, con questa mossa inaspettata, ha rimesso in discussione non solo il proprio futuro, ma anche gli equilibri di due federazioni. Quella brasiliana, ovviamente, e quella spagnola, dove il Real Madrid potrebbe ora trovarsi a dover gestire una situazione più complessa del previsto.

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