Ritrovato a Budapest il musicista padovano Davide Lucchelli: sta rientrando in Italia
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Redazione Interno
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La tensione che per giorni ha avvolto la sorte di Davide Lucchelli, il batterista ventiquattrenne originario di Padova e membro della band punk rock trevigiana “Oggetto sconosciuto”, si è finalmente sciolta in una telefonata attesa e poi in un ritrovamento quasi ordinario. Il giovane, di cui non si avevano notizie dal primo maggio – quando si trovava in trasferta a Budapest, la capitale ungherese, per una serie di concerti previsti dal “Lucido no tour 26” – è stato localizzato mentre rientrava in Italia, precisamente a bordo di un convoglio ferroviario all’altezza di Tarvisio, in provincia di Udine. A dare l’annuncio ufficiale è stato il Comando di Polizia locale, confermando che sono stati i familiari a riuscire a contattarlo per primi, ricevendo quella rassicurazione che mancava da quasi una settimana.
L’allontanamento nel parcheggio e la ricostruzione dei compagni di viaggio
Secondo quanto emerso dalle dichiarazioni degli altri membri della band, l’allontanamento di Lucchelli sarebbe avvenuto in circostanze rimaste ancora tutte da chiarire. Si trovavano insieme in un parcheggio della capitale ungherese, probabilmente in attesa di spostarsi verso il luogo dell’esibizione serale. Erano circa le 20.30 di venerdì 1° maggio quando il batterista, senza fornire alcuna spiegazione ai compagni, si sarebbe separato dal gruppo. «Lo abbiamo salutato in un parcheggio, poi il nulla» hanno raccontato gli stessi musicisti, sottolineando come quel gesto – un allontanarsi da solo per la prima volta durante la trasferta – abbia subito suscitato preoccupazione. Il concerto previsto poche ore dopo, quello stesso venerdì, si è ovviamente svolto senza di lui.
La telefonata al padre e la conferma delle autorità
A rompere il silenzio, nel pomeriggio di lunedì, è stata una comunicazione diretta: Davide ha telefonato al padre, dicendogli semplicemente di stare bene. Non ci sarebbero, secondo le prime informazioni raccolte dai carabinieri e riprese anche da un sito ungherese, particolari segni di violenza o situazioni di coercizione alle sue spalle. Poco dopo quella chiamata, i militari lo hanno individuato mentre si trovava su un treno in transito a Tarvisio, segno evidente che il giovane stava già facendo ritorno in Italia per conto proprio. Dalla dinamica del suo allontanamento – avvenuto due ore prima del concerto, come ricordato anche dai canali social della band – non sono ancora stati resi noti particolari che possano chiarire se si sia trattato di una scelta volontaria seguita da un blackout comunicativo o di un disorientamento momentaneo.
Il rientro in Italia e lo stato di salute del musicista
Le autorità locali, sia ungheresi che italiane, hanno coordinato le verifiche del caso senza però mai attivare quelle procedure d’emergenza che si riservano ai casi di scomparsa con presunti rischi per l’incolumità. Ora Lucchelli è tornato sul suolo nazionale, dichiarato «al sicuro» dalle stesse fonti che hanno seguito le indagini; la sua posizione non è più ignota e i familiari – i primi ad avere la conferma vocale della sua sopravvivenza – hanno potuto tirare un sospiro di sollievo. Resta da ricostruire, eventualmente in sede giudiziaria o attraverso semplici dichiarazioni spontanee del diretto interessato, cosa abbia fatto in quei giorni nella capitale ungherese e perché abbia scelto di non contattare nessuno prima di lunedì.




