Il gelo artico stringe l'Italia, tra record storici e l'incognita della terza decade
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Redazione Interno
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Un'ondata di gelo eccezionale, che ha già colpito gran parte d'Europa, si appresta a raggiungere il suo picco più intenso sulla penisola nella notte tra domenica e lunedì, portando con sé temperature "polari" e un freddo che, secondo gli esperti, si configura come un evento raro per il secolo in corso. Dopo un dicembre insolitamente mite, l'inverno mostra ora il suo volto più rigido e severo, con valori previsti fino a quindici gradi al di sotto delle medie tipiche del periodo. Sull'arco alpino, dove il termometro è atteso precipiti fino a -20 gradi a Livigno e -15 a Cortina d'Ampezzo, così come nelle valli del Nord e in molte zone della Pianura Padana, il gelo si annuncia particolarmente mordente, estendendosi poi, seppur con minore intensità, lungo la dorsale appenninica fino alle regioni meridionali, con locali punte di -6 in Umbria e -4 a Firenze.
La morsa del grande freddo e lo spostamento a est
La causa di questo brusco abbassamento delle temperature, che sta interessando con forza anche altre nazioni europee, è da ricercarsi nella decisa espansione verso ovest dell'anticiclone russo-siberiano, il quale impone una massa d'aria gelida e compatta su gran parte del continente. Questo potente blocco atmosferico, destinato a mantenere condizioni di gelo intenso per molti giorni sui settori orientali, rappresenta una riserva fredda di notevole entità, pronta a influenzare nuovamente il tempo sull'Italia qualora la configurazione barica dovesse subire mutamenti. Per il momento, comunque, il cuore del gelo più estremo sembra destinato a "rintanarsi" stabilmente verso est, lasciando il nostro Paese ai margini del peggior inverno, ma con un potenziale sempre in agguato.
L'evoluzione prevista: dal clou del freddo a un temporaneo rialzo
Il lunedì successivo al picco si presenterà ovunque come una giornata molto fredda, con cielo in prevalenza soleggiato al Centro-Sud e nubi in aumento al Nord. Una svolta, seppur temporanea, è attesa già da martedì, quando un moderato rialzo termico interesserà la penisola, accompagnato da un aumento della nuvolosità al Nord e sulle regioni tirreniche, con locali piogge. La situazione di instabilità, con cielo nuvoloso e precipitazioni sparse, sembra destinata a persistere anche per la giornata di mercoledì al Centro-Nord e sulle aree esposte a ovest, mentre condizioni migliori sono previste altrove. La domanda che molti si pongono, osservando la potenza di questo afflusso artico, riguarda le possibilità di un riscatto della neve in pianura, ipotesi che i modelli matematici lasciano aperta, al momento, soltanto per la terza decade di gennaio.
Allerta per venti e precipitazioni
Oltre al gelo, l'attenzione dei servizi meteorologici si concentra anche sui forti venti e sulle precipitazioni che accompagneranno il cambiamento di circolazione. Le correnti dai quadranti settentrionali, in discesa dal Nord Europa, saranno infatti intense e capaci di accentuare la sensazione di freddo. Sono state diramate allerte meteo, con criticità per vento e mareggiate, in cinque regioni, a testimonianza di un quadro generale che combina basse temperature eccezionali a fenomeni atmosferici dinamici e significativi.




