Italia nella morsa del gelo, atteso un weekend di freddo e neve

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’Italia, dopo aver affrontato un’ondata di gelo definita ‘record’ nella settimana dell’Epifania, si prepara a un weekend nella morsa di un maltempo che promette di stringere ancora di più la sua presa. Le correnti fredde discese dal Nord Europa, le quali hanno già portato il termometro a sfiorare i -23 gradi in provincia di Vicenza e a imbiancare strade in regioni insolite come la Puglia, daranno infatti il via, tra sabato e domenica, a una nuova fase instabile. Ci si attende, pertanto, un ulteriore abbassamento delle temperature, con minime che potranno risultare particolarmente rigide, soprattutto al Centro-Nord, dove le gelate in pianura sono ormai una costante da giorni. Qualcuno, nel descrivere la situazione, non ha esitato a parlare di un freddo paragonabile a quello di quindici anni fa, sottolineando come simili valori non si registrassero ormai da un decennio.

Il picco sulle Alpi e l’allerta per il ghiaccio

Sulle Alpi, dove il freddo ha toccato il suo apice nelle scorse ore, la colonnina di mercurio è rimasta stabilmente ben al di sotto dello zero, toccando punte considerevoli come i -19 gradi registrati a Sesto Pusteria, località nota anche per essere il paese natale del tennista Jannik Sinner. Il fenomeno più insidioso, al di là delle temperature estreme in alta quota, resta però la formazione di ghiaccio in pianura, un pericolo spesso sottovalutato che nelle ultime giornate ha creato non poche difficoltà alla viabilità e alla quotidianità. Le previsioni per i prossimi due giorni, del resto, non lasciano spazio a facili ottimismi, confermando l’arrivo di masse d’aria ancora più fredda che rinforzeranno il quadro generale.

La nuova perturbazione in arrivo

La discesa di queste nuove correnti polari, che qualcuno aveva già preannunciato, non si limiterà a perpetuare il gelo ma innescherà un’ulteriore fase di maltempo su diverse regioni, portando con sé precipitazioni che al Nord e in parte del Centro, date le temperature, si presenteranno quasi certamente in forma nevosa anche a quote relativamente basse. La situazione, già critica, potrebbe dunque complicarsi ulteriormente, con effetti tangibili sulla circolazione e sulle attività all’aperto. Il quadro descritto dai meteorologi evidenzia una persistenza dell’aria fredda che sembra voler caratterizzare l’inizio di questo gennaio, dopo che l’ultimo weekend dell’anno vecchio era stato segnato da un’intensa ondata di maltempo.

Le conseguenze del freddo persistente

Le conseguenze di questo freddo intenso e duraturo si fanno sentire un po’ ovunque, dalle campagne, dove le gelate notturne mettono a rischio le colture, alle città, dove i servizi di protezione civile sono stati attivati per far fronte alle emergenze legate al ghiaccio e all’assistenza alle persone più vulnerabili. Se neve e gelo, in inverno, non costituiscono di per sé una novità, la particolarità di questo episodio risiede nella sua estensione geografica e nell’intensità dei valori termici raggiunti, che hanno colpito aree non sempre abituate a simili rigidità. L’ondata polare, insomma, continua a tenere banco, segnando con il suo freddo pungente l’inizio del nuovo anno.

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