Freddo intenso e neve a bassa quota, il Nordest nella morsa del gelo

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L'irruzione di una massa d'aria gelida, originaria della Scandinavia, ha portato un generale e brusco abbassamento delle temperature su gran parte del territorio nazionale, imbiancando con insolita precocità persino le zone di bassa quota del bergamasco. Questo afflusso di gelido respiro nordico, che ha costretto molti a recuperare dall'armadio gli indumenti più pesanti, ha generato un minimo depressionario sul Golfo Ligure, il vero e proprio motore della perturbazione che ha scaricato la sua coltre bianca. Ora il sistema perturbato, dopo aver interessato la Lombardia, si è trasferito verso il Triveneto e le regioni adriatiche, lasciando dietro di sé un paesaggio invernale e un freddo che, persistente, fa registrare valori anche sotto lo zero, toccando in alcune località i -2 gradi.

La tregua gelida e l'incubo di lunedì

Mentre il sistema nuvoloso abbandona le regioni settentrionali occidentali, lasciando spazio a una domenica caratterizzata da ampi spazi soleggiati, la situazione rimane critica per il Nordest. Veneto e Friuli, infatti, rimarranno nella morsa del maltempo almeno fino a mercoledì prossimo, con il gelo che continua a stringere la sua morsa. Questa parentesi di relativa calma, seppur sotto un cielo più sereno, sarà solo una pausa temporanea, una breve tregua prima del ritorno di condizioni atmosferiche avverse. La costante, come sottolineano gli esperti, rimane la colonnina di mercurio che fatica a risalire, mantenendo una sensazione termica decisamente invernale.

La nuova minaccia in formazione

La timida rimonta di un campo di alta pressione, che garantisce il temporaneo miglioramento, è già minacciata da quanto si sta preparando nel bacino del Mediterraneo. A partire da lunedì, infatti, una nuova e significativa perturbazione è attesa sul Nordest, pronta ad abbattersi con forti precipitazioni e un nuovo rischio di nevicate fin sulle quote di pianura. Mattia Gussoni, meteorologo, conferma questo scenario dinamico e freddo, indicando nella formazione di un ciclone sul Mediterraneo il prossimo attore di una fase meteorologica insolitamente rigida per il periodo.

Allerta nel foggiano

Anche il sud non è stato immune dagli effetti di questo improvviso inverno, con la provincia di Foggia che ha sperimentato un vertiginoso calo delle temperature e i primi fiocchi sulle cime più alte dei Monti Dauni. La Protezione Civile regionale, considerando il persistente rischio, ha prorogato lo stato di allerta gialla, segnalando per il foggiano un concreto pericolo idrogeologico legato a possibili temporali. Le precipitazioni, sebbene da isolate a sparse e con quantitativi cumulati deboli, rappresentano un elemento di criticità per un territorio che deve fare i conti con un meteo che mostra il suo volto più gelido.

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