Gravina: «Dimissioni? Valuta il consiglio federale»

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La nazionale italiana è fuori dai Mondiali 2026. Un verdetto che, nell’immediatezza, porta con sé il gelo di una consapevolezza ormai difficilmente eludibile: per la terza volta consecutiva, dopo le esclusioni del 2018 e del 2022, il calcio azzurro manca l’appuntamento con la manifestazione iridata. A decidere il destino degli uomini di Rino Gattuso è stata una gara con la Bosnia, conclusasi ai calci di rigore dopo l’1-1 dei tempi regolamentari e supplementari, ma è stata una partita segnata nei suoi equilibri dall’espulsione di Bastoni – una svolta che ha lasciato gli azzurri in dieci uomini per un tempo considerevole del match.

Il silenzio di Gravina e il rinvio al consiglio federale

Gabriele Gravina, presidente della Figc, si è presentato in conferenza stampa al fianco del ct Rino Gattuso e di Gigi Buffon, quasi a voler compattare il fronte tecnico prima di rispondere alle domande più scomode. «Devo fare i complimenti a Rino Gattuso – ha dichiarato – credo che sia stato un grande allenatore». Una premessa che è valsa da preludio alle sollecitazioni sulle proprie responsabilità politiche. Gravina ha ammesso di aver chiesto sia a Gattuso sia a Buffon «di rimanere alla guida tecnica di questi ragazzi», sottolineando come nello spogliatoio ci sia stato «un momento di sintonia». La sua posizione, però, non è stata messa in discussione in questa sede: «Capisco l’esercizio della richiesta di dimissioni a piè sospinto, ma sono valutazioni che spettano nelle norme al consiglio federale», ha detto, annunciando la convocazione di un consiglio federale già programmato per la settimana prossima.

L’ennesimo fallimento e il nodo della gestione politica

La sconfitta con la Bosnia ha messo in luce un’evidente spaccatura tra la valutazione della componente tecnica e quella dirigenziale. Mentre Gravina definiva i ragazzi «eroici» e ribadiva la necessità di salvaguardare «al 100%» la parte tecnica, le questioni legate alla governance restano rimandate a un organismo collegiale. Il presidente della Figc, anticipando le domande, ha scelto di non dimettersi nell’immediato, consegnando di fatto al consiglio federale la valutazione sulla propria permanenza. Una mossa che, negli ambienti sportivi, ripropone le stesse dinamiche già emerse in occasione dei precedenti fallimenti, quando la richiesta di un cambio al vertice non trovò seguito nell’immediato.

Gattuso e Buffon, il perno di un progetto da ricostruire

Nel suo intervento, Gravina ha voluto ribadire il legame con i due ex calciatori che ora ricoprono ruoli chiave nella selezione nazionale. La richiesta di restare, formulata a Gattuso così come a Buffon, è apparsa come un tentativo di blindare l’impianto tecnico – quello che, a suo dire, rappresenta l’unico patrimonio da non disperdere – separandolo nettamente dalle decisioni che spettano agli organi federali. I ragazzi, ha aggiunto, sono stati «eroici», ma il giudizio sulla loro prestazione non ha sortito effetti immediati sulla tenuta politica del vertice. La convocazione del consiglio, attesa per i prossimi giorni, sarà l’occasione per stabilire se l’attuale presidente potrà contare ancora sulla fiducia necessaria per traghettare la federazione fuori dall’ennesima crisi istituzionale.

Meta description:Gravina non si dimette dopo l’eliminazione ai Mondiali 2026. Rinvio al consiglio federale, mentre Gattuso e Buffon restano nel progetto tecnico della nazionale italiana.

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