Femminicidio a Gravina, Lacarpia tenta di difendersi
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Redazione Interno
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Giuseppe Lacarpia, 65 anni, è al centro di un caso di femminicidio che ha scosso la comunità di Gravina. La notte di sabato, subito dopo l'intervento dell'ambulanza e della polizia sulla strada vicinale dei Pigni, nelle campagne di Gravina, Lacarpia ha dichiarato che la macchina ha preso fuoco dopo un incidente e che ha tentato di rianimare sua moglie, Maria Turturo. Tuttavia, le fasi dell'aggressione sono state riprese da tre testimoni con il telefonino, mettendo in dubbio la versione dell'uomo.
Lacarpia, già dichiarato incapace di stare in giudizio a settembre in un processo per maltrattamenti ad animali, soffre di problemi psichici. Questa dichiarazione potrebbe essere utilizzata dalla difesa per percorrere la strada del vizio di mente. I pubblici ministeri, tuttavia, puntano sulla premeditazione, sottolineando che Lacarpia aveva insistito per andare a una festa con la sua auto.
In carcere da tre giorni per l'omicidio volontario premeditato della moglie, Lacarpia è stato trasportato dal carcere al pronto soccorso di Bari dopo essere caduto dal letto in cella. Inizialmente si pensava a un tentato suicidio, ma si tratterebbe di una caduta accidentale. Stamattina è fissata l'udienza di convalida del fermo.
Il questore di Bari, Massimo Gambino, ha lanciato un appello alle vittime di violenze di genere, esortandole a denunciare tempestivamente le violenze per salvare le vittime.




