Focolaio di tubercolosi all'ex scuola Neruda, sei i positivi accertati

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Un sopralluogo congiunto, condotto nelle ultime ore dal Dipartimento di Prevenzione dell'Asl e dai Servizi Sociali del Comune, ha fatto il punto sulla situazione sanitaria all'interno dello Spazio Neruda, l'ex scuola di corso Ciriè 7 dove, nelle scorse settimane, è emerso un focolaio di tubercolosi. L'ispezione, annunciata in Consiglio regionale dall'assessore Gian Luca Vignale, conferma la presenza di sei casi accertati della malattia, che si dividono in tre adulti e tre minori; di questi, una donna risulta ancora ricoverata presso l'ospedale Amedeo di Savoia, struttura di riferimento per tali patologie. Il primo caso, che fece scattare l'allarme e l'attivazione dei protocolli sanitari, era stato segnalato già alla fine di agosto, un lasso di tempo durante il quale le indagini epidemiologiche hanno permesso di identificare gli altri contagi.

Lo screening in corso e le segnalazioni alla magistratura

Le operazioni di screening, che coinvolgono la totalità delle circa cento persone che si stima risiedano nell'edificio, sono state estese e proseguiranno almeno fino a metà novembre, con l'obiettivo di delimitare con precisione il perimetro del focolaio e prevenirne l'ulteriore diffusione. Sebbene le autorità sanitarie abbiano più volte dichiarato di ritenere la situazione sotto controllo, la gravità dei casi ha spinto l'Azienda Sanitaria a inviare una comunicazione formale alla Procura della Repubblica, ipotizzando il reato di epidemia colposa, una mossa che sottolinea la complessità della vicenda e che affianca all'intervento medico quello giudiziario. Parallelamente, dopo diverse sollecitazioni, sono stati infine calendarizzati anche gli accertamenti specifici per i bambini, che verranno effettuati presso l'ospedale Regina Margherita.

Le polemiche politiche in Consiglio regionale

La scoperta del focolaio, oltre alle inevitabili preoccupazioni di carattere sanitario, ha acceso un aspro dibattito in seno al Consiglio regionale, trasformando la questione in un terreno di scontro politico. Rispondendo a due question time presentati da Fabrizio Ricca della Lega e da Alice Ravinale di Alleanza Verdi e Sinistra, l'assessore Vignale ha illustrato le azioni intraprese, mentre dalle opposizioni sono arrivate accuse molto dure. Ricca, in particolare, ha sostenuto con forza che l'amministrazione comunale, tollerando l'occupazione dell'immobile, difenderebbe "contesti di illegalità" mettendo a repentaglio la salute collettiva e ha chiesto a gran voce lo sgombero dei locali, una posizione che evidenzia il divario profondo tra le istituzioni coinvolte.

Il contesto abitativo e le indagini in corso

L'ex scuola Neruda, che da tempo ospita un numero consistente di persone non censite, si trova dunque al centro di un'indagine sanitaria e giudiziaria di notevole delicatezza, nella quale si intrecciano emergenza abitativa e diritto alla salute. La concentrazione di casi in un unico complesso, sebbene circoscritta, ha riportato l'attenzione su patologie che si credevano marginali e sulla necessità di interventi rapidi in contesti socialmente fragili. Mentre i sanitari proseguono il loro lavoro per tracciare i contatti e offrire le cure necessarie, la magistratura ha avviato le proprie valutazioni per accertare eventuali responsabilità nella gestione di un focolaio che, dalle prime rilevazioni, sembra essersi sviluppato proprio all'interno della struttura.

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