Focolaio di legionella a Milano: un morto e undici casi nel quartiere di San Siro
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Salute
-
L'Agenzia per la tutela della Salute di Milano ha ufficialmente confermato la presenza di un focolaio di legionella, che ha già causato undici casi accertati e un decesso, concentrandosi nel quartiere di San Siro. L'organismo sanitario, che ha prontamente avviato un'indagine epidemiologica per tracciare l'origine della contaminazione, ha reso noto come le persone colpite, le quali non presentano legami diretti tra loro, risiedano in palazzi differenti della stessa area urbana. Un paziente, il cui stato rimane grave, è attualmente ricoverato in ospedale, mentre le autorità proseguono senza sosta nelle operazioni di verifica e di campionamento, le quali si estendono, oltre che agli immobili privati, anche alle torri evaporative e a svariati punti della rete idrica pubblica, al fine di escludere, o confermare, una diffusione più ampia del batterio.
Le indagini sulle abitazioni private
L'attività di approfondimento, che costituisce il perno della risposta sanitaria all'emergenza, si è concretizzata in una serie di prelievi effettuati all'interno degli appartamenti dove vivono le persone contagiate. Di queste abitazioni, soltanto una non è stata possibile analizzarla a causa della sua momentanea inaccessibilità, un intoppo che non ha comunque fermato il lavoro degli specialisti. Parallelamente, per avere un termine di paragone e delimitare con maggiore precisione il perimetro del focolaio, sono state selezionate e sottoposte a identici controlli anche diverse unità abitative di controllo, portando il numero complessivo di immobili campionati a ventinove. Questa meticolosa mappatura, la quale mira a isolare la fonte del batterio, rappresenta il primo, indispensabile passo per implementare le successive misure di bonifica e prevenzione.
La rete idrica sotto esame
Oltre al capillare lavoro condotto nel privato, l'Agenzia per la tutela della Salute ha disposto verifiche tecniche di più ampio respiro, che toccano le infrastrutture collettive. L'attenzione degli investigatori si è infatti spostata, com'è prassi in simili circostanze, sulle torri evaporative presenti nella zona, impianti noti per essere potenziali serbatoi del batterio della legionella, qualora non vengano mantenuti con la dovuta cura. A queste si aggiungono i prelievi programmati in diversi snodi della rete acquedottistica pubblica, un'operazione cruciale per accertare l'eventuale contaminazione dell'acqua che giunge nelle case e, di conseguenza, per scongiurare il profilarsi di un rischio per la salute di una fetta più estesa di popolazione.
Il profilo del focolaio e il percorso delle analisi
La caratteristica che più colpisce di questo episodio, e che al contempo ne rende più complessa l'interpretazione, è l'assenza di qualsiasi collegamento diretto tra gli undici casi accertati. I soggetti interessati, infatti, abitano tutti in edifici distinti, un dato che esclude l'ipotesi di una contaminazione circoscritta a un singolo stabile o condotta. Questa dispersione geografica, seppur limitata al quartiere di San Siro, spinge necessariamente a cercare una causa comune e diffusa, che le indagini in corso tentano di portare alla luce. I campioni raccolti, dei quali si attendono i risultati di laboratorio, sono quindi l'unico elemento in grado di sciogliere i nodi ancora irrisolti dell'intera vicenda, indicando con precisione il punto da cui il batterio ha iniziato a propagarsi.




