Legionella, casi in aumento: allarme a Milano dopo un decesso
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Redazione Salute
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Il batterio della legionella, la cui presenza è stata rilevata in diverse regioni italiane incluso il Piemonte, torna a far parlare di sé dopo che, nella zona di San Siro a Milano, è stato identificato un focolaio che ha già causato un decesso. L’infezione, che si trasmette attraverso l’inalazione di goccioline d’acqua contaminate, ha portato al ricovero di diverse persone, le cui condizioni, come spesso accade in simili circostanze, hanno richiesto un intervento medico tempestivo. Gli esperti, i quali monitorano costantemente l’evolversi della situazione, sottolineano come la trasmissione non avvenga per contatto diretto tra persone, ma attraverso aerosol generati da impianti idrici o di condizionamento non sottoposti a una corretta manutenzione.
I sintomi e i soggetti più esposti
La legionellosi, la cui manifestazione può variare da una forma simil-influenzale – nota come febbre di Pontiac – a una polmonite grave, presenta sintomi come febbre alta, tosse e difficoltà respiratorie, i quali richiedono, per l’appunto, un’attenta valutazione clinica. Coloro che presentano un sistema immunitario compromesso, i grandi fumatori – poiché il batterio attacca prevalentemente i polmoni – e gli anziani, specialmente se già affetti da altre patologie, costituiscono le categorie più vulnerabili, quelle per le quali il rischio di complicanze è significativamente più elevato. Il decesso registrato a Milano, che ha coinvolto un uomo di ottantanove anni con pregresse condizioni di salute, conferma purtroppo questa tendenza, la quale viene osservata ogni qualvolta si sviluppano focolai del genere.
Le indagini e la prevenzione
Le autorità sanitarie, le quali stanno conducendo le necessarie indagini epidemiologiche per tracciare l’origine precisa del contagio, hanno finora accertato undici casi, nessuno dei quali appare collegato agli altri da un nesso diretto. La prevenzione, che si basa principalmente su un’attenta sorveglianza degli impianti a rischio, rappresenta l’unico strumento efficace per contenere la diffusione del batterio; è fondamentale, pertanto, procedere alla regolare pulizia e alla disinfezione di serbatoi, rubinetti e condizionatori, operazioni delle quali, spesso, si sottovaluta l’importanza. Alcuni di questi accorgimenti, che ogni cittadino può adottare, come far scorrere l’acqua calda per alcuni minuti dopo un periodo di inutilizzo, contribuiscono a ridurre il ristagno, un fattore che favorisce la proliferazione del microrganismo.
La situazione nel contesto nazionale
L’episodio milanese, sebbene circoscritto a un’area ben definita, non costituisce un evento isolato, dal momento che segnalazioni analoghe giungono da altre parti d’Italia, dove la presenza del batterio richiede un monitoraggio costante. La legionella, la cui capacità di sopravvivere in ambienti acquatici è ben nota, trova condizioni ideali per il proprio sviluppo nelle reti idriche complesse, le quali, se non gestite con la dovuta cura, possono trasformarsi in una fonte di pericolo. Le strutture pubbliche e i grandi condomini, i quali possiedono impianti centralizzati e di notevole estensione, devono prestare una particolare attenzione, adottando protocolli di controllo rigorosi, i quali, se applicati con scrupolo, possono scongiurare il ripetersi di simili emergenze.




