Focolaio di legionella a Milano, cresce l'allarme per i casi di polmonite

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Proseguono senza sosta, mentre si allarga la preoccupazione tra i residenti, le indagini dell'Ats Città Metropolitana di Milano per individuare con precisione l'origine del focolaio di legionella che ha colpito il quartiere San Siro. Gli undici casi accertati, che hanno purtroppo causato il decesso di una persona e visto il ricovero di altre otto, presentano tutti, come sottolineato dalle autorità sanitarie, dei fattori di rischio predisponenti che ne hanno facilitato il contagio. Tecnici specializzati stanno effettuando campionamenti all'interno delle abitazioni private, un'operazione delicata i cui esiti di laboratorio sono ancora in attesa di conferma, parallelamente alla valutazione di altri luoghi sensibili della zona, considerati potenziali serbatoi del batterio. L'attenzione degli investigatori si concentra su quegli impianti idrici e di condizionamento che, se non adeguatamente mantenuti, possono trasformarsi in ambienti ideali per la proliferazione del microrganismo.

Il quadro nazionale di un'infezione in costante aumento

L'episodio milanese si inserisce in un contesto nazionale che, secondo i dati più recenti diffusi dall'Istituto superiore di sanità, mostra un incremento costante dei casi di legionellosi nel corso degli ultimi trent'anni, nonostante la patologia rimanga spesso sottostimata. Nel 2022 sono state notificate 3.111 infezioni, un dato che segnava un +14% rispetto all'anno precedente e un ritorno ai livelli pre-pandemici. La tendenza al rialzo, tuttavia, non si è arrestata, trovando conferma nelle statistiche del 2023, quando le segnalazioni sono ulteriormente salite a 3.911 casi, registrando così un preoccupante aumento del 25%.

Le caratteristiche di un batterio opportunista

La legionellosi, un'infezione il cui agente eziologico è il batterio Legionella pneumophila – di cui sono note più di sessanta specie diverse –, deve il suo nome comune di "morbo dei legionari" a un'epidemia scoppiata nel 1976 tra i partecipanti a un raduno della Legione Americana in un hotel di Philadelphia. Questo nemico silenzioso, che predilige gli ambienti caldi e umidi, trova il suo habitat ideale nelle condutture idriche e negli impianti di condizionamento, all'interno dei quali può riprodursi con notevole rapidità, specialmente quando la manutenzione ordinaria risulta carente o del tutto assente. La sua trasmissione avviene principalmente attraverso l'inalazione di goccioline d'acqua aerosolizzate, veicolo attraverso il quale il batterio raggiunge i polmoni.

Il monito degli infettivologi sul legame con le polmoniti

La gravità dell'infezione, che può evolvere in una forma di polmonite spesso severa, è stata recentemente rimarcata dall'infettivologo Matteo Bassetti, il quale ha lanciato un monito collegando esplicitamente la legionella al dibattito sulle polmoniti interstiziali, condizioni cliniche che comportano un'alta letalità. Il suo intervento, datato 18 novembre, ha sottolineato la pericolosità del batterio, richiamando l'attenzione sulla necessità di non sottovalutare i sintomi e di adottare tutte le misure preventive possibili, a partire da un'attenta sorveglianza degli impianti a rischio. La sua dichiarazione ha contribuito ad accendere i riflettori su una minaccia microbiologica la cui incidenza, come dimostrano i numeri, appare in netta crescita.

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