I miliardari italiani nel 2025: Ferrero sempre in vetta, scalano i protagonisti della cripto-finanza

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Economia Redazione Economia   -   La classifica dei più ricchi d’Italia, secondo le stime aggiornate della rivista Forbes, disegna una geografia patrimoniale in costante, seppur disomogenea, espansione. Il numero degli imprenditori e degli eredi il cui patrimonio supera la soglia del miliardo di dollari ha infatti raggiunto quota settantanove, cinque in più rispetto alla rilevazione dello scorso aprile, mentre la ricchezza complessiva detenuta da questa ristretta cerchia ha segnato un nuovo record, toccando i 357,2 miliardi di dollari. Un incremento significativo, che sottolinea una robustezza finanziaria capace di resistere alle turbolenze dei mercati internazionali e allo scenario geopolitico attuale, mantenendo saldamente il proprio baricentro nel settore manifatturiero e in quello del lusso, ma aprendosi con vigore anche a settori nuovi e più volatili.

Il primato consolidato del gruppo alimentare

Sul gradino più alto del podio, ormai da anni, si conferma Giovanni Ferrero, l’imprenditore piemontese alla guida dell’impero dolciario fondato dal padre. Il suo patrimonio personale, secondo Forbes, è cresciuto fino a 41,3 miliardi di dollari, consolidando una leadership che poggia su fondamenta operative solide. L’azienda, che ha chiuso l’esercizio con un fatturato record di 18,4 miliardi di dollari — un aumento di quasi il nove per cento su base annua — ha infatti portato a compimento una delle operazioni più rilevanti della sua storia: l’acquisizione, annunciata a luglio, del colosso dei cereali Kellogg per un importo pari a 3,1 miliardi di dollari. Un’espansione strategica che ha ulteriormente rafforzato la presenza globale del gruppo, garantendo al suo principale azionista un ulteriore balzo nella valutazione della sua fortuna.

L’ascesa dei nuovi protagonisti finanziari

Se la vetta rimane immutata, sono i piani immediatamente sottostanti a mostrare i movimenti più dinamici. A scalare posizioni, superando gli eredi di antiche dinastie industriali come quella rappresentata da John Elkann, sono infatti Giancarlo Devasini e Paolo Ardoino, rispettivamente amministratore delegato e chief technology officer di Tether, la società emittente della stablecoin più utilizzata al mondo. La loro ascesa, direttamente legata alle sorti del controverso mondo delle criptovalute, testimonia come fonti di ricchezza del tutto inedite stiano facendo il loro ingresso nell’olimpo finanziario nazionale. Una presenza, quella della cripto-finanza, che — facendo molto parlare di sé per la sua natura opaca e per le indagini giudiziarie che in alcuni casi l’hanno riguardata — si affianca ora, con cifre da capogiro, ai tradizionali pilastri dell’economia italiana.

Il ricambio generazionale e le successioni

Accanto a questi fenomeni, la classifica riflette fedelmente anche l’inevitabile processo di ricambio generazionale che interessa alcune delle maggiori fortune del paese. L’ingresso di sei nuovi nomi nell’elenco è infatti largamente dovuto alla suddivisione degli ingenti patrimoni lasciati da figure storiche dell’imprenditoria e non solo. È il caso degli eredi di Giorgio Armani, il cui ingresso in lista è conseguenza della pianificazione successoria del celebre stilista, ma anche di quanto è accaduto in precedenza con le divisioni dell’impero di Leonardo Del Vecchio e del vasto patrimonio di Silvio Berlusconi. Dinamiche che, mentre frammentano la proprietà, moltiplicano il numero degli individui che superano la soglia simbolica del miliardo, ridisegnando in parte la mappa della ricchezza senza necessariamente intaccare il controllo operativo delle aziende capogruppo.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.