Kimmel e la sospensione che divide l'America dei talk show
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La brusca interruzione delle trasmissioni del "Jimmy Kimmel Live!" da parte della ABC, annunciata mercoledì 17 settembre, ha scatenato un terremoto nel panorama mediatico americano, andando ben oltre la semplice cronaca televisiva. La decisione, definita senza precedenti per un programma di tale levatura e longevità – in onda dal 2003 e più volte premiato con la conduzione degli Oscar –, giunge infatti a soli due giorni di distanza dal monologo con cui il conduttore aveva affrontato le reazioni all’arresto di Tyler Robinson, il principale indiziato per l’omicidio del podcaster conservatore Charlie Kirk. Kimmel, in particolare, aveva sottolineato come «durante il weekend, i pro MAGA hanno tentato in ogni modo di caratterizzare il ragazzo che ha ucciso Charlie Kirk come qualcosa di diverso da uno di loro», un commento che ha evidentemente toccato un nervo scoperto.
Donald Trump, interpellato sulla vicenda, ha categoricamente smentito qualsiasi tipo di pressione sulla rete televisiva, attribuendo la causa dello stop esclusivamente al performer. «Lo ha sospeso il suo talento. Guardate gli ascolti, era terribile», ha affermato il presidente agli giornalisti, aggiungendo che «ABC ha perso milioni con lui». Una presa di posizione che, se da un lato mira a derubricare la questione a mera scelta di mercato, dall’altro non fa che alimentare il dibattito sulle reali motivazioni della sospensione, inserendosi in un clima politico già polarizzato.
Dalle istituzioni, tuttavia, è arrivato un monito che guarda a principi più ampi. La commissaria della Federal Communications Commission (FCC), Anna M. Gomez, ha rilasciato una dichiarazione dai toni decisi, chiarendo il ruolo dell’agenzia e lanciando un appello alla cautela. «Non possiamo permettere che un atto inaccettabile di violenza politica venga distorto per giustificare la censura e il controllo governativo», ha dichiarato Gomez, evidenziando i rischi per la libertà d’espressione che una simile decisione potrebbe rappresentare, al di là delle specifiche dinamiche che hanno portato alla sospensione del comico.




