Educazione sessuale vietata anche alle scuole medie, via libera all'emendamento
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Redazione Interno
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L'educazione sessuale e affettiva nelle scuole italiane subisce una brusca sterzata, con un passo indietro che estende i divieti. La commissione Cultura della Camera ha infatti approvato un emendamento, presentato dalla deputata della Lega Giorgia Latini, che inserisce nel disegno di legge sul consenso informato promosso dal ministro Giuseppe Valditara il divieto di svolgere "tutte le attività didattiche e progettuali attinenti all'ambito della sessualità" non solo per i bambini più piccoli, ma anche per gli studenti della scuola secondaria di primo grado. Una modifica, questa, che di fatto impedisce qualsiasi forma di insegnamento strutturato sulla materia fino al compimento del ciclo delle medie, spostando in avanti, e non di poco, il momento in cui se ne potrà parlare in aula in maniera ufficiale.
Il contenuto della modifica
Il testo originario del ddl Valditara prevedeva già delle limitazioni per la scuola dell'infanzia e per quella primaria, ma l'intervento della maggioranza ha allargato notevolmente il perimetro del divieto. L'emendamento Latini, che ha ottenuto il via libera in commissione, introduce il divieto esplicito per le scuole medie, coprendo così una fascia d'età, quella preadolescenziale, spesso considerata cruciale per un primo approccio educativo a queste delicate tematiche. Si tratta di una scelta che, come era prevedibile, ha immediatamente acceso il dibattito politico, polarizzando le posizioni e accendendo gli animi dell'opposizione.
Le reazioni politiche immediate
Dura è stata la reazione dei partiti di opposizione, che hanno parlato senza mezzi termini di una "deriva oscurantista" e di un ritorno al "Medioevo". Irene Manzi, responsabile scuola del Partito Democratico, ha sottolineato come la decisione giunga in un momento in cui il paese è scosso dall'ennesimo femminicidio, quello di Pamela Genini, evidenziando una contraddizione tra i fatti di cronaca e la risposta politica del governo, la quale, invece di ampliare gli spazi dedicati all'educazione al rispetto e all'affettività, li restringe ulteriormente. Da un lato, quindi, si levano voci che denunciano la gravità di una misura considerata ideologica e pericolosa.
Il sostegno e le ragioni della maggioranza
Dall'altro lato, la maggioranza e i gruppi che sostengono la modifica festeggiano quella che definiscono una "misura di buonsenso". Le forze politiche che hanno presentato e votato l'emendamento motivano la scelta con la necessità di contrastare quella che percepiscono come un'eccessiva intrusione di "ideologia gender" nei programmi scolastici, difendendo il ruolo primario della famiglia nell'educazione dei figli su tali argomenti. Le associazioni come Pro Vita & Famiglia hanno espresso piena soddisfazione per l'esito del voto, vedendo nell'approvazione un baluardo a difesa di un'idea di educazione sessuale che non vada, a loro dire, oltre i confini di quanto biologicamente e tradizionalmente stabilito.




