Yates scrive la storia al Giro d’Italia: impresa sulle Finestre e trionfo a Roma
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Redazione Sport
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Simon Yates, che fino a pochi giorni fa sembrava destinato a lottare per un posto sul podio senza mai minacciare seriamente la vetta, ha ribaltato ogni pronostico con un’impresa destinata a entrare nella leggenda del Giro d’Italia. Il britannico della Visma-Lease a Bike, dopo aver sfiorato la maglia rosa all’inizio della terza settimana, ha trovato la svolta sul Colle delle Finestre, teatro sette anni fa della sua caduta più amara. Questa volta, però, il destino gli ha restituito tutto, e con gli interessi.
«Faccio ancora fatica a crederci», ha ammesso Yates, le cui parole tradiscono una sorpresa che non è solo umiltà di circostanza. Quello che ha compiuto ieri, strappando prima il primato della salita a Chris Froome – migliorando di quasi cinque minuti il tempo del 2018 – e poi resistendo fino al Sestriere, è un exploit che va ben oltre la semplice vittoria di tappa. Dietro c’è un lavoro meticoloso, iniziato già dall’inverno, e una freddezza tattica che ha lasciato senza risposta avversari del calibro di Isaac Del Toro e Richard Carapaz, troppo concentrati a controllarsi a vicenda.
Se la cronaca sportiva si è già sbizzarrita a celebrare il gesto atletico, altrettanto significativa è stata la cornice umana di questa vittoria. Il passaggio in Vaticano, dove Papa Leone XIV ha voluto omaggiare il Giro, ha aggiunto un tocco di solennità a una giornata già indimenticabile. Yates, insieme a Lorenzo Fortunato (maglia azzurra), Mads Pedersen (ciclamino) e lo stesso Del Toro (maglia bianca), ha vissuto un momento che trascende il puro sport.
A Roma, intanto, Olav Kooji ha chiuso in bellezza con uno sprint impeccabile, precedendo Kaden Groves e Matteo Moschetti, ma è stato ancora una volta Wout van Aert a fare la differenza, guidando il compagno con una precisione che conferma la superiorità della Visma in questo Giro. Tra le ombre, invece, spiccano le prestazioni sotto le attese di Tom Pidcock e Sam Bennett, mentre Carapaz, pur dimostrando orgoglio e tenacia, ha pagato forse un eccesso di sicurezza nei confronti del messicano Del Toro, rivelatosi invece una delle sorprese più brillanti.




