Cortina 1956 rivive a Milano, tra scatti d'epoca e memorie vaticane
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Redazione Sport
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La strada che condusse, settant'anni fa, ai VII Giochi olimpici invernali si snoda di nuovo, oggi, nel cuore di Milano, dove le Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo – banking premium partner dell’evento – hanno aperto al pubblico la mostra “La strada per Cortina”. Curata da Aldo Grasso e inserita nell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, la rassegna propone, come un bianco e nero che riemerge dal ghiaccio, una selezione di immagini dell’agenzia Publifoto Milano: scatti che fissano, con l’immediatezza del reportage, i momenti salienti di quelle prime Olimpiadi invernali italiane, disputatesi tra il 26 gennaio e il 5 febbraio del 1956 nelle dolomiti ampezzane, mentre il mondo, uscito da poco dal conflitto, tentava di riconnettersi anche attraverso lo sport.
Le cronache dell'epoca e lo sguardo della Rai
A ridestare la memoria di quell’appuntamento contribuisce, in parallelo, anche Rai Teche che, in occasione dell’apertura dei XXV Giochi, pubblica su RaiPlay il servizio “1956 - Cortina le prime Olimpiadi italiane”, disponibile a partire da venerdì 6 febbraio. Il lavoro, curato dai giornalisti, ripercorre attraverso il materiale d’archivio l’atmosfera e le gesta di quell’edizione pionieristica, offrendo uno spaccato storico che si intreccia, inevitabilmente, con la trasformazione del paese in quel mezzo secolo, sebbene le immagini – si sa – abbiano il potere di fermare il tempo, rendendo eterno un sorriso o una discesa sulla neve.
Le Olimpiadi attraverso le pagine vaticane
Una prospettiva peculiare su quegli stessi Giochi giunge, poi, dalle cronache vaticane dell’epoca, come ricordato da Amedeo Lomonaco, le quali osservarono l’evento con attenzione, inserendolo nel più ampio contesto di un’Europa in ricostruzione e di un’Italia desiderosa di mostrarsi al mondo; uno sguardo che, partendo da Chamonix 1924 – dove la storia ufficiale delle Olimpiadi invernali ebbe inizio – arrivò a focalizzarsi sulla località veneta, cogliendone forse il valore simbolico oltre che sportivo, in anni in cui ogni manifestazione internazionale assumeva anche una coloritura politica.
Contesti giudiziari e dibattiti sociali
L’attualità sportiva, che tornerà a vivere il prossimo 6 febbraio con la cerimonia di apertura al San Siro e gli eventi simultanei a Predazzo, Livigno e Cortina stessa, si scontra però con un presente dove i diritti e le libertà sono spesso terreno di contenzioso, come dimostra una vicenda giudiziaria separata, ma significativa, che ha visto il Tar di Reggio Calabria bocciare i manifesti di un’associazione, i quali erano stati rimossi dall’amministrazione comunale nel 2021 dopo un’iniziale autorizzazione. La sentenza, fondata su una norma entrata in vigore successivamente ai fatti, ha generato la reazione dell’ente, che ha annunciato ricorso, denunciando un utilizzo estensivo del Codice della strada, in un caso che mostra come le strade pubbliche, fisiche o metaforiche che conducono agli eventi, siano talvolta lastricate di controversie.




