Carta d'identità elettronica, un'alternativa gratuita allo Spid a pagamento
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Redazione Economia
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La decisione di alcuni gestori, tra i quali Poste Italiane, di introdurre un canone annuale per il mantenimento delle credenziali Spid, fissato a sei euro a partire dal secondo anno di attivazione, ha riacceso l'interesse per gli strumenti di identificazione digitale gratuiti offerti dallo Stato. Mentre gli utenti, ai quali è garantita la facoltà di recesso entro trenta giorni dalla scadenza, valutano le opzioni, la Carta d'Identità Elettronica si conferma una soluzione tecnica già disponibile e operativa, la cui validità legale per l'accesso ai servizi pubblici e privati è del tutto equivalente. Un passaggio, quello verso un contributo di fruizione, che modifica un panorama rimasto invariato dal lontano 2016, spingendo molti a riscoprire funzionalità in parte dimenticate dei documenti in loro possesso.
Come funziona l'accesso con la CIE
L'utilizzo della Carta d'Identità Elettronica per autenticarsi online, un procedimento che richiede il lettore di smart card collegato al computer o la funzionalità NFC dello smartphone, permette di bypassare i provider dell'Spid. Il sistema, che non necessita di intermediari commerciali, si appoggia direttamente alla piattaforma gestita dal Ministero dell'Interno, garantendo un livello di sicurezza elevato e riconosciuto a livello europeo. La sua adozione, del resto, è destinata a diventare ancor più pervasiva visto che, a partire dal prossimo agosto, il documento in formato cartaceo cesserà di essere rilasciato, rendendo la CIE l'unico modello disponibile per i cittadini italiani.
Il recupero dei codici Pin e Puk smarriti
Uno degli ostacoli pratici più frequenti, lo smarrimento dei codici Pin e Puk consegnati assieme al documento in un foglietto distinto, può essere superato con relativa facilità. È possibile, infatti, recuperarli autonomamente e in pochi minuti accedendo al portale istituzionale dedicato, un servizio attivo ventiquattro ore su ventiquattro, che richiede semplicemente l'inserimento di alcuni dati personali e del numero seriale della carta, il quale è riportato in basso sul retro del documento stesso. Qualcuno, forse, ricorderà come in passato questa procedura fosse demandata esclusivamente agli sportelli comunali, con tempi e disagi che ne limitavano l'effettiva praticità.
Uno scenario in evoluzione per l'identità digitale
La transizione verso un modello misto, dove servizi gratuiti e a pagamento coesistono, ridefinisce le abitudini degli utenti, i quali sono chiamati a una scelta consapevole fra diverse opzioni tecnologiche. Mentre alcuni provider manterranno la gratuità, l'opzione a pagamento proposta da un attore dominante come Poste Italiane rappresenta una svolta significativa, che sposta l'attenzione su strumenti di proprietà statale come la CIE. Resta inteso, comunque, che per determinate categorie vulnerabili, minorenni e anziani, così come per le identità digitali a uso professionale, il principio di gratuità dello Spid continuerà a essere preservato, assicurando l'accesso a chi potrebbe avere maggiori difficoltà.




