Da gennaio Spid non è più gratis, per Poste costa sei euro l'anno. La Cie si afferma come alternativa
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Redazione Economia
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La notizia, ormai, si è diffusa capillarmente, arrivando prima via email e poi direttamente sulle home dei dispositivi personali di milioni di italiani: lo Spid, il Sistema Pubblico di Identità Digitale che per quasi un decennio ha garantito l'accesso gratuito ai servizi online della Pubblica Amministrazione, perde la sua caratteristica di servizio a costo zero. Il cambiamento, che riguarda in particolare il gestore più diffuso – quello di Poste Italiane, con i suoi circa 24 milioni di utenze – introduce un canone annuo di sei euro, una cifra modesta ma significativa, la quale, tuttavia, non verrà applicata nel primo anno di attivazione per i nuovi richiedenti. Per coloro che già ne dispongono, invece, la transizione verso il regime a pagamento non avverrà in un'unica data fissa, ma sarà scaglionata nel tempo, seguendo una logica che tiene conto della data di prima attivazione del proprio profilo, un dettaglio che ha generato non poca confusione tra gli utenti, molti dei quali si sono visti costretti a verificare manualmente la scadenza della propria identità digitale.
L'alternativa gratuita della Carta d'Identità Elettronica
Questa svolta, che ha riportato lo Spid al centro del dibattito pubblico, ha avuto l'effetto non secondario di orientare l'attenzione dei cittadini verso un'alternativa già esistente e promossa dallo Stato: la Carta d'Identità Elettronica. La Cie, che diventerà obbligatoria in Italia a partire dal prossimo agosto, offre infatti le medesime funzionalità di autenticazione sicura per accedere ai portali dell'Agenzia delle Entrate, dell'Inps o di qualsiasi altro ente pubblico, senza alcun costo annuale per l'utente. Il suo utilizzo, per chi ne è già in possesso, richiede semplicemente i codici Pin e Puk rilasciati al momento del ritiro del documento, i quali permettono di autenticarsi seguendo le procedure indicate sui vari siti istituzionali.
L'accesso da computer e gli strumenti necessari
Se l'operazione è intuitiva quando si utilizza uno smartphone dotato di tecnologia NFC, per leggere il chip del documento, diverso è il caso dell'utilizzo da computer fisso o portatile. In questo scenario, infatti, è necessario dotarsi di un apposito lettore di smart card contactless, un piccolo hardware che, collegato via USB, consente di interfacciare la Cie con il PC. Alcuni di essi, che si trovano facilmente in commercio, sono stati persino ribattezzati con nomi che richiamano esplicitamente questa funzione, diventando di fatto uno strumento chiave per chi intende emanciparsi dai costi dello Spid senza rinunciare alla comodità dell'accesso da postazione fissa.
Lo scenario futuro per i servizi digitali
Il panorama delle identità digitali per la Pubblica Amministrazione si sta dunque ridefinendo, con un'offerta che ormai si articola stabilmente su tre pilastri: lo Spid, in parte a pagamento; la Cie, completamente gratuita; e il sistema PagoPA, che rimane una via d'accesso per specifiche tipologie di servizi. La scelta tra l'una e l'altra soluzione, a partire dal 2026, diventerà una consuetudine per gli italiani, i quali valuteranno opzioni e costi in base alle proprie esigenze. Resta il fatto che la decisione di alcuni provider di introdurre un canone, dopo anni di gratuità, ha indubbiamente accelerato un processo di migrazione spontanea verso strumenti alternativi, modificando abitudini consolidate e spingendo verso una diversa consapevolezza digitale.




