Incidente a Venezia, l'autopsia: Gabriella Querino è morta sul colpo

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Gabriella Querino è morta sul colpo. I primi risultati dell'autopsia, svolta lunedì pomeriggio sui corpi dei due coniugi deceduti nell'incidente in Laguna, escludono l'annegamento e confermano che la 26enne brasiliana è deceduta nell'immediato dello schianto tra il barchino guidato dal marito Sean Michieli e un taxi acqueo, avvenuto all'alba del 12 settembre nel canale di Tessera.

Le cause del decesso

Sul corpo della giovane sono presenti i segni di un impatto violentissimo. Secondo quanto emerso, entrambe le vittime presentavano estese e profonde lesioni esclusivamente sul lato sinistro del corpo, un elemento che fa ipotizzare che la chiglia dell'altra imbarcazione coinvolta possa essere letteralmente salita sopra di loro, schiacciandoli e uccidendoli. I medici legali non hanno trovato tracce di acqua nei polmoni, un dettaglio che conferma come i due giovani siano morti all'istante, immediatamente dopo il violento urto.

Sulle salme sono stati disposti anche test tossicologici, i cui risultati saranno disponibili tra diversi giorni.

La dinamica dello scontro

L'incidente è avvenuto intorno alle 5.30 di sabato 12 settembre, quando il barchino su cui viaggiavano i due coniugi si è scontrato con un motoscafo adibito a servizio pubblico. Sean Michieli, 25enne di Burano, era alla guida dell'imbarcazione e proveniva da una famiglia di pescatori. I due si erano sposati da appena tre mesi. Dopo l'impatto, Michieli è stato recuperato in condizioni disperate e trasportato all'ospedale dell'Angelo di Mestre, dove è deceduto nella giornata di domenica 13 settembre.

Il corpo di Gabriella Querino, sbalzata in acqua, è stato ritrovato solo nella mattinata di martedì 15 settembre nei pressi dell'isola di Campalto, a circa due chilometri dal punto della collisione.

Gli accertamenti in corso

La Procura di Venezia, con la pm Daniela Moroni, ha aperto un fascicolo per omicidio nautico e naufragio colposo. Il conducente del taxi acqueo, un veneziano di 38 anni, è l'unico indagato. Dagli esami disposti dalla Procura sarebbero emerse tracce di alcol e sostanze stupefacenti nel sangue e nelle urine dell'uomo, sebbene in valori non elevati; ulteriori analisi sono state disposte per confermare il dato. Giovedì 24 settembre è fissato il conferimento dell'incarico ai periti per la consulenza sulla dinamica dell'incidente.

Ai tecnici spetterà stabilire l'esatto punto in cui si trovavano le due imbarcazioni, quale rotta stessero percorrendo, a quale velocità viaggiassero e se entrambi i mezzi avessero le luci di segnalazione accese. È stata inoltre avanzata una richiesta di rogatoria internazionale per sentire come testimoni i passeggeri del taxi, una coppia statunitense che si trovava a bordo al momento dello schianto.

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