La nevicata del secolo, Milano 1985
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Nel gennaio del 1985, Milano e il Nord Italia furono colpiti da una nevicata senza precedenti, tanto da essere ricordata come "la nevicata del secolo". Le temperature, già particolarmente rigide, scesero ulteriormente, causando disagi e danni ingenti. A La Brévine, nel Giura occidentale, si registrarono -41.5 gradi, mentre a Samedan, nell'Alta Engadina, il termometro segnò -36.9 gradi. Sull'Altopiano svizzero, le minime si attestarono tra i -20 e i -25 gradi, rendendo la situazione ancora più critica.
La nevicata iniziò il 13 gennaio e, in pochi giorni, Milano si trovò sommersa da una coltre di neve che paralizzò la città. Le strade, normalmente trafficate, si trasformarono in piste da sci improvvisate, mentre i mezzi di trasporto pubblico faticavano a garantire il servizio. La situazione divenne così grave che furono impiegati carri armati per liberare le vie principali e permettere il passaggio dei mezzi di soccorso.
Le cronache dell'epoca raccontano di decine di aziende messe in ginocchio dai crolli e dai danni provocati dal peso della neve. In particolare, nel Meratese, la morsa del gelo causò la rottura di circa 900 contatori dell'acqua, con conseguenti disagi per la popolazione. Le scuole furono chiuse e molte attività commerciali dovettero sospendere le operazioni.
La nevicata del 1985 rimane un evento eccezionale nella memoria collettiva, non solo per l'intensità e la durata, ma anche per le conseguenze che ebbe sulla vita quotidiana e sull'economia della regione.




