Nazionale, terremoto in Figc: Maldini e Leonardo lasciano dopo il caso Pirlo
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Redazione Sport
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L'avventura di Paolo Maldini e Leonardo ai vertici tecnici della Nazionale italiana è durata appena sedici giorni. La scelta di Andrea Pirlo come commissario tecnico, fortemente voluta dai due ex dirigenti del Milan, è stata bloccata dal presidente della Figc Giovanni Malagò, scatenando un terremoto istituzionale che ha portato alle dimissioni dell'intero duo.
La fumata nera su Pirlo e le dimissioni di Maldini-Leonardo
Dopo una settimana di fibrillazioni e indiscrezioni, la candidatura di Andrea Pirlo alla guida della Nazionale è definitivamente tramontata. Il nodo che ha fatto saltare l'accordo è legato ai rapporti di collaborazione commerciale tra l'ex centrocampista e il bookmaker russo Fonbet, un legame giudicato incompatibile con l'incarico di selezionatore azzurro a seguito di pressioni politiche e valutazioni interne alla Federazione.
Pirlo, che attualmente allena lo United FC di Dubai, ha difeso la sua posizione in un lungo post su Instagram: "La collaborazione professionale oggetto delle recenti polemiche nasce nell'ambito del mio percorso lavorativo negli Emirati Arabi Uniti ed è esclusivamente di natura commerciale e sportiva", ha scritto, respingendo ogni lettura politica della vicenda e attribuendo al dibattito mediatico un significato estraneo alla sua persona.
Nonostante i tentativi di mediazione, però, la decisione di Malagò è stata irrevocabile e ha portato Paolo Maldini e Leonardo a rassegnare le dimissioni, certificate da fonti come Sky Sport e successivamente dall'ANSA. Il presidente della Federcalcio aveva ricevuto le dimissioni nel corso del pomeriggio di lunedì 27 luglio, dopo che si erano tenuti incontri con le componenti del calcio italiano per fare il punto sulla situazione.
La scelta, ufficialmente motivata dal veto su Pirlo, è stata interpretata come una presa d'atto di una frattura ormai insanabile sul progetto tecnico della Nazionale.
Il "ginepraio" federale e le critiche di Padovan
Il giornalista Giancarlo Padovan, intervenuto sul Messaggero Veneto, ha definito la situazione in cui si trovano Malagò e il duo Maldini-Leonardo un vero e proprio "ginepraio", sottolineando gli errori di gestione che hanno portato al caos attuale. Secondo Padovan, la nuova dirigenza federale avrebbe sbagliato a pubblicizzare le trattative con profili come Pep Guardiola e Carlo Ancelotti e a non valutare con la dovuta attenzione le criticità legate alla posizione di Pirlo, dalle sue qualità tecniche alle questioni personali e professionali che lo riguardavano.
"Così si è giocato la reputazione e la credibilità", ha dichiarato Padovan a Radio Radio, aggiungendo che Maldini, con il suo atteggiamento, avrebbe dimostrato "arrogante". La frattura è stata descritta come particolarmente dolorosa e difficile da ricucire, con il futuro di Malagò stesso che potrebbe essere messo in discussione dopo una serie di passi falsi che rischiano di minare la nuova politica federale.
Le reazioni del mondo del calcio e la riunione in Figc
All'uscita dalla riunione in Figc, il presidente della Lega Serie A Ezio Maria Simonelli ha commentato le dimissioni con una certa rassegnazione: "Abbiamo appreso dalla tv delle dimissioni di Maldini e Leonardo e ne abbiamo preso atto. Sorpreso? Direi di no, perché era nell'aria". Simonelli ha espresso dispiacere per l'addio di Maldini, ritenuto una persona di valore, ma ha confermato che la scelta di Pirlo era stata la pietra dello scandalo.
Il presidente della Lega Nazionale Dilettanti, Giancarlo Abete, ha invece manifestato sconcerto per le modalità con cui si è appresa la notizia e ha evidenziato la necessità di ripartire da zero con un progetto serio. Il ministro per lo Sport Andrea Abodi aveva definito la situazione una "brutta figura" da recuperare, provocando una secca controreplica di Malagò, che ha risposto: "Bisogna vedere chi l'ha fatta la brutta figura".
Il futuro della panchina azzurra: i nomi in corsa
Con le dimissioni di Maldini e Leonardo, la Figc si trova costretta a ricostruire da zero il progetto tecnico della Nazionale, a poco più di un giorno dal Consiglio Federale del 28 luglio. Il presidente Malagò ha assicurato che il nuovo commissario tecnico verrà annunciato a breve, ma la scelta è ora più complessa del previsto. Secondo diverse indiscrezioni, il favorito per la panchina azzurra sarebbe Roberto Mancini, profilo da sempre gradito a Malagò e reduce dalle esperienze in Arabia Saudita.
La scelta di Mancini, però, potrebbe trovare l'opposizione di una parte dei club di Serie A, che spingono per l'ingaggio di Antonio Conte. Tra gli altri nomi circolati nelle ultime ore, spiccano quelli di Thiago Motta e, come suggerito dal giornalista Gianluca Di Marzio, la possibilità che, per scongiurare le dimissioni, si fosse valutata una soluzione più vicina alle idee di Maldini e Leonardo.
Con la partenza del direttore tecnico, l'elenco dei possibili successori potrebbe includere figure di spicco come Giorgio Chiellini o Claudio Ranieri.
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