Omicidio a Sarno, scoppia la polemica per una foto in carcere
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Redazione Interno
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Nella notte del 3 febbraio scorso, le indagini della Polizia di Stato, condotte dal commissariato di Sarno con il supporto della Squadra Mobile della questura di Salerno, hanno portato all’arresto di un uomo, sospettato dell’omicidio di Gaetano Russo, titolare di un panificio. L’azione investigativa, che si è sviluppata rapidamente dopo il ritrovamento del Corpo senza vita nell’esercizio commerciale, ha permesso di ricostruire le fasi che avrebbero preceduto il delitto, concentrandosi sulle dinamiche e sui movimenti del fermato. La cattura è avvenuta in un’abitazione della zona, dove l’uomo si era rifugiato dopo l’accaduto, e le successive procedure hanno condotto al suo ingresso nel circuito penitenziario.
La foto clandestina che ha fatto scandalo
Proprio all’interno del carcere di Fuorni, a Salerno, è nato l’episodio che ha scatenato aspre critiche verso l’amministrazione penitenziaria. Andrea Sirica, il 35enne arrestato per l’omicidio del panettiere, si è infatti trovato a condividere, seppur temporaneamente, lo stesso istituto di pena con il fratello Daniele, già detenuto per altre vicende giudiziarie. È in questo contesto che i due, secondo quanto emerso, avrebbero avuto modo di incontrarsi e, cosa ben più grave, di scattarsi una fotografia insieme all’interno di una cella. L’immagine, la cui autenticità è al centro delle verifiche, è poi circola su internet, mostrando i due fratelli in una posa che ha immediatamente sollevato interrogativi stringenti sulla sicurezza e sul controllo all’interno della struttura.
La denuncia politica e l’indagine interna avviata
A portare il caso all’attenzione del grande pubblico è stato il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, Francesco Emilio Borrelli, il quale, avendo ricevuto lo scatto, lo ha pubblicato sui propri profili social denunciandone la gravità. “È inaccettabile”, ha sottolineato il parlamentare, che un detenuto in attesa di giudizio per un reato così grave possa non solo incontrare un familiare già condannato, ma addirittura disporre di mezzi per immortalare quel momento e diffonderlo. La sua segnalazione, accompagnata da una richiesta formale di chiarimenti, ha spinto la direzione del penitenziario ad attivare senza indugio un’indagine amministrativa per accertare le circostanze in cui la foto è stata realizzata e per identificare eventuali responsabilità nel malfunzionamento dei protocolli di sicurezza.
Le questioni irrisolte e le misure richieste
L’episodio, al di là della sua singolarità, ha riacceso il dibattito sulla gestione dei dispositivi elettronici illeciti nelle carceri e sulla reale efficacia dei controlli, questioni perennemente sul tavolo. Borrelli, nell’esporre la vicenda, ha chiesto non solo la separazione immediata dei due fratelli, ma anche il sequestro di ogni eventuale telefono cellulare in loro possesso, strumento senza il quale la foto non avrebbe potuto essere scattata e diffusa. L’indagine interna dovrà ora stabilire con precisione come sia stato possibile violare norme così basilari, mentre il procedimento giudiziario per l’omicidio di Russo prosegue il suo corso, del tutto indipendente da questa spinosa parentesi che investe la quotidianità carceraria.




