Sequestrati beni per quasi sei milioni al tiktoker Angelo Napolitano, maxi-evasione Iva per lo store di elettronica

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La Guardia di Finanza di Napoli ha eseguito un sequestro preventivo di beni mobili e immobili del valore complessivo di 5.740.561 di euro, colpendo una società di Casalnuovo di Napoli e il suo amministratore, Angelo Napolitano. L’uomo, noto come “Napolitanostore” sui social network, dove vanta quasi mezzo milione di follower, è al centro di un’inchiesta della procura di Nola per una presunta maxi-evasione Iva, costruita attraverso un sistema di false fatture e scontrini fantasma.

Le indagini, partite da una segnalazione dell’Aires-Confcommercio, hanno potuto ricostruire, anche grazie a una fitta attività di intercettazioni, il peculiare modus operandi. Il 19 giugno 2024, Napolitano, ignaro di essere ascoltato, rivelava infatti la prassi ai suoi clienti: «Se paghi con la carta, il prezzo non sarà lo stesso». Una formula che celava la volontà di eludere il fisco, applicando sconti sostanziosi esclusivamente per i pagamenti in contanti, i quali, ovviamente, non venivano registrati e quindi traevano in inganno il fisco.

L’imprenditore 47enne, titolare di due store di telefonia a Napoli e Casalnuovo, aveva già fatto parlare di sé lo scorso luglio, quando un video, girato assieme alla tiktoker Rita De Crescenzo negli uffici di un consigliere regionale di Azione, Pasquale Di Fenza, aveva suscitato non poche polemiche. In quelle immagini, mentre la De Crescenzo cantava, lui sventolava una bandiera tricolore, un’esuberanza che ora lascia il posto alle severe accuse dell’autorità giudiziaria.

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