DeepSeek introvabile negli store italiani

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Redazione Economia Redazione Economia   -   ROMA — DeepSeek, la piattaforma cinese di intelligenza artificiale fondata da Liang Wenfeng, è stata rimossa dagli store digitali italiani, sia da Google che da Apple. La decisione, che ricorda quanto accaduto nel 2023 con ChatGPT di OpenAI, è stata presa a seguito delle preoccupazioni sollevate dal Garante della Privacy, Pasquale Stanzione, riguardo ai rischi connessi alla protezione dei dati personali.

Durante un incontro a Roma, il Garante ha sottolineato l'importanza di difendere la privacy degli utenti, evidenziando come l'algoritmo di DeepSeek possa rappresentare una minaccia per la sicurezza dei dati. La piattaforma, che ha recentemente attirato l'attenzione mondiale grazie alle sue avanzate capacità di intelligenza artificiale, è accusata di aver utilizzato modelli di OpenAI senza autorizzazione, violando così la proprietà intellettuale della società americana.

OpenAI, infatti, ha dichiarato di avere prove concrete che dimostrano come DeepSeek abbia addestrato i suoi modelli utilizzando quelli sviluppati da OpenAI, una pratica che costituisce una grave infrazione delle norme sulla proprietà intellettuale. La disputa tra le due società si inserisce in un contesto più ampio di competizione tra Stati Uniti e Cina per il primato nel campo dell'intelligenza artificiale, con entrambe le nazioni impegnate a sviluppare tecnologie sempre più avanzate e a basso costo.

Il caso DeepSeek rappresenta un ulteriore esempio delle sfide legate alla regolamentazione delle nuove tecnologie e alla protezione dei dati personali, temi che continuano a suscitare dibattiti e preoccupazioni a livello globale.

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