van der Poel impera sulla sabbia di Anversa, van Aert frena per una foratura

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La piazza forte del ciclocross mondiale, quella Anversa che storicamente decide i ruoli di forza, ha confermato ancora una volta, nel quinto round della Coppa del Mondo, una gerarchia che sembra scolpita nella sabbia umida del suo tracciato. Mathieu van der Poel, che non ama le attese, ha deciso di imporre la propria legge in maniera ancor più perentoria del solito, trasformando quello che molti si attendevano essere un duello in una dimostrazione di forza solitaria. Partito, non senza qualche rischio calcolato, dalla seconda fila, l’olandese dell’Alpecin–Deceuninck ha compiuto una risalita fulminea, agganciando la testa della corsa nel giro di poche centinaia di metri, per poi sfruttare il lavoro di copertura del compagno Tibor Del Grosso e staccare definitivamente il gruppo.

Il ritmo insostenibile del campione

Una volta in solitaria, van der Poel ha impresso un ritmo che, a tratti, è parso persino eccessivo per i suoi stessi standard, gestendo con apparente disinvoltura i lunghi e difficili settori sabbiosi che caratterizzano il percorso anversese. Qualche incertezza, per la verità, si è vista in una sezione tecnica, dove un momentaneo tentennamento ha permesso a Del Grosso e al belga Joris Nieuwenhuis del Ridley Racing Team di riavvicinarsi brevemente. Quello, però, è rimasto un fugace episodio, un semplice rallentamento tattico prima di un’ulteriore, devastante accelerazione che ha spezzato ogni residua resistenza e ha portato alla vittoria con un margine tale da lasciare poco spazio all’interpretazione.

La sfida di van Aert fermata da un imprevisto

Diverso, e per certi versi più amaro, il discorso per Wout van Aert, il cui ritorno alle corse fuoristrada era atteso con grande interesse. Partito a sua volta da una posizione non privilegiata, la terza fila, il fiammingo ha dimostrato fin dai primi metri di possedere lo spirito e la condizione per lottare per le posizioni di vertice, compiendo una rimonta immediata che lo ha portato a ridosso della testa della corsa. La sua progressione, però, è stata bruscamente interrotta da una foratura, un incidente banale ma fatale in un contesto così competitivo, che gli ha sottratto non solo secondi preziosi ma soprattutto il ritmo e la possibilità di contendere il podio. Ha chiuso al settimo posto, un piazzamento che, come egli stesso ha poi dichiarato, lascia il senso di un’occasione mancata più che il rammarico per la prestazione.

Il buon rendimento di Agostinacchio

Nella parte alta della classifica, a completare il podio sono saliti due belgi, Laurens Sweeck secondo e il suo compagno di squadra Emiel Verstrynge terzo, mentre un’ottima prestazione è arrivata dall’italiano Filippo Agostinacchio. L’azzurro, infatti, ha centrato un lusinghiero diciannovesimo posto nonostante una partenza complicata da una caduta collettiva subito dopo lo start, un intoppo che lo ha costretto a una sosta forzata per evitare i corridori a terra. Agostinacchio ha poi gestito con intelligenza una gara fisicamente impegnativa, concludendo a poco meno di tre minuti dal dominatore van der Poel e confermando la sua crescita in un circuito internazionale estremamente selettivo.

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