Bff Bank, l'assemblea approva il bilancio 2025 e conferma Sica ad con ampio sostegno

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L'assemblea degli azionisti di Bff Bank, tenutasi nella giornata di ieri, ha licenziato il bilancio relativo all'esercizio chiuso al 31 dicembre 2025, un documento che presenta un utile pari a 27,6 milioni di euro e che ha ottenuto il via libera con una maggioranza schiacciante: il 93,7% del capitale sociale rappresentato in aula e avente diritto di voto si è espresso a favore, confermando la fiducia del socio di maggioranza e dell'azionariato diffuso nell'operato del cda nonostante le turbolenze che hanno caratterizzato gli ultimi mesi per l'istituto milanese, specializzato nel

Factoring pro-soluto di crediti commerciali verso la pubblica amministrazione. I soci hanno deliberato di destinare l'utile interamente a riserva, escludendo quindi la distribuzione di un dividendo per l'anno passato: una scelta che era nell'aria e che ha visto 78.693 euro confluire nella Riserva Legale e ben 27,5 milioni di euro nella posta "Riserva Utili portati a nuovo" della Banca, andando così a irrobustire il patrimonio di cui dispone il gruppo.

La governance al centro dell'assemblea, Sica confermato al vertice

Sul fronte della governance, l'assemblea ha ratificato la cooptazione di Giuseppe Sica quale consigliere di amministrazione, avvenuta lo scorso 17 marzo per sostituire il dimissionario Massimiliano Belingheri, e lo ha fatto con un consenso trasversale: la percentuale di voti favorevoli per la sua nomina si è attestata all'89,4%, un dato che sancisce l'appoggio della platea azionaria alla scelta operata dal cda in primavera.

Il consiglio di amministrazione, riunitosi a valle dell'assemblea, ha poi formalizzato la conferma di Sica nel ruolo di amministratore delegato, un incarico che quest'ultimo ricopriva già dopo le dimissioni del precedente ad e che ora gli viene rinnovato con la benedizione del patto sociale, rappresentando una volontà di continuità nella gestione operativa di una banca che sta attraversando una fase delicata.

Nonostante il vasto consenso sul bilancio, non è mancato un segnale di dissenso su un altro punto all'ordine del giorno: la Relazione sui compensi corrisposti agli amministratori, infatti, non è stata approvata, un voto che esprime un malcontento di parte degli azionisti riguardo alle politiche retributive adottate dall'istituto per il top management e che rappresenta l'unica vera nota stonata di un'assemblea altrimenti allineata su tutte le altre deliberazioni.

L'exploit del titolo a Piazza Affari tra approvazioni e indiscrezioni di mercato

La pubblicazione dei dati e il responso dell'assemblea, sebbene attesi, hanno innescato una reazione particolarmente vivace sul mercato azionario, dove il titolo Bff Bank ha messo a segno una performance decisamente euforica, passando di mano con un incremento che ha toccato punte del 10,41% nella seduta odierna, un vero e proprio exploit che ha attirato l'attenzione degli operatori e che spinge il titolo a guardare con rinnovato ottimismo ai livelli di prezzo futuri.

La forza relativa del titolo appare evidente se si compara l'andamento con quello del benchmark di riferimento, il FTSE Italia Mid Cap: su base settimanale, Bff Bank ha messo a segno un progresso del 14,91%, a fronte di un +5,84% registrato dall'indice delle società a media capitalizzazione, confermando una maggiore appetibilità del titolo da parte degli investitori istituzionali e retail.

Sull'exploit, tuttavia, non pesano soltanto i dati di bilancio e la fiducia accordata al management, ma anche un sottofondo di indiscrezioni relative al dossier Bff Bank che circolano negli ambienti finanziari: secondo alcune ricostruzioni, l'istituto sarebbe finito nel mirino di Banco Bpm, che, in tandem con la controllata del Mef Amco, starebbe studiando un'operazione che potrebbe portare allo smembramento dei business del gruppo, con Bpm che trattenerebbe i servizi di pagamento e la banca depositaria, mentre il factoring con la pubblica amministrazione finirebbe nelle mani del servicer

Guidato da Andrea Munari, una prospettiva che getta un'ombra sull'indipendenza futura della banca.

L'incognita Bankitalia e il quadro complesso delle ispezioni

A complicare lo scenario, e a rendere il bilancio appena approvato un passaggio forse più cruciale del solito, è la convivenza forzata con il provvedimento di Bankitalia che, lo scorso 27 marzo, ha disposto la nomina di due commissari con il compito di affiancare il consiglio di amministrazione in un percorso di risanamento del quadro operativo-contabile, in particolare per quanto concerne il comparto del factoring e dei crediti verso la pa.

L'ispezione in corso, che non ha portato a un vero e proprio commissariamento ma che evidenzia criticità nella classificazione prudenziale dei crediti, aveva già portato a una significativa riscrittura dei bilanci e a un profondo programma di derisking, con il titolo che era piombato in passato fino a perdite del 55% in una singola seduta, bruciando ingenti capitalizzazioni.

In questo contesto, l'approvazione del bilancio da parte dell'assemblea con un margine così ampio rappresenta un segnale politico forte, una sorta di investitura che il socio di controllo concede al management capeggiato da Sica, mentre il mercato, con il rally odierno, sembra scommettere su una rapida soluzione della partita con Banco Bpm o, in alternativa, su una gestione efficace delle spinte centrifughe che arrivano da via Nazionale, che hanno già costretto la banca a rivedere le proprie stime e a mettere in campo azioni correttive per riallinearsi alle richieste del

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