Bozzetti: «Le fiere strategiche per l'economia, ma serve superare i campanilismi»

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Redazione Economia Redazione Economia   -   In un panorama economico in continua evoluzione, il settore fieristico italiano si candida a diventare un pilastro fondamentale, come sottolineato dal numero uno di Fondazione Fiera Milano, il quale ha recentemente evidenziato come il sistema nazionale valga circa 1,4 miliardi di euro. Sebbene tale cifra appaia distante dai 4 miliardi del colosso tedesco, le potenzialità di crescita, secondo l’esperto, sono notevoli e potrebbero persino portare il comparto a competere per il primato in Europa, a patto che si riesca a superare quella che egli stesso ha definito una dannosa logica di campanile. Le fiere, del resto, non sono semplici contenitori di eventi ma vere e proprie infrastrutture strategiche, capaci di generare indotto e di trainare interi distretti produttivi, un concetto che meriterebbe di essere tradotto in politiche industriali lungimiranti e coordinate su scala nazionale.

Il paradosso del riciclo plastica: obiettivi Ue in salita e impianti in crisi

Parallelamente, un altro comparto industriale vive una contraddizione di non poco conto, quella legata al riciclo della plastica. Mentre infatti le direttive comunitarie, a partire dalla norma del 2019 recepita due anni fa in Italia, impongono target sempre più ambiziosi – si pensi al 25% di materiale riciclato obbligatorio negli imballaggi a partire dal prossimo anno – una parte significativa degli impianti di riciclo europei fatica a rimanere operativa, con diversi casi di chiusura. Questo divario tra ambizioni normative e realtà produttiva rischia di minare alla base la transizione verso un’economia più circolare, lasciando spazio a pratiche di dubbia efficacia.

L'ambiguo marketing della "plastica sostenibile"

Proprio in questo vuoto, come emerso da recenti indagini, si inseriscono strategie di marketing spesso fuorvianti. Gli scaffali dei supermercati sono infatti invasi da affermazioni che promuovono imballaggi definiti “sostenibili”, benché, in molti casi, solo una porzione minoritaria del materiale provenga effettivamente da riciclo post-consumo, mentre la restante parte sia di origine fossile. Alcuni grandi marchi alimentari, per fare degli esempi, utilizzano plastiche prodotte da colossi petroliferi, i quali stanno investendo in tecnologie come la pirolisi, presentata come riciclo chimico avanzato ma ancora oggetto di valutazione sulla sua reale efficacia ambientale ed economica. Una situazione che richiederebbe maggior chiarezza e controlli per tutelare sia i consumatori che la genuinità della transizione ecologica.

Cultura e narrazione: lo spettacolo che omaggia De André

In un contesto diverso, quello culturale, la città di Milano si prepara invece ad ospitare un omaggio a una figura iconica della musica italiana. Il prossimo febbraio, infatti, sul palco del Blue Note andrà in scena “Viva De André”, uno spettacolo dedicato al cantautore Fabrizio De André, curato e narrato da chi lo conobbe in profondità, a partire da un’amicizia che durava dal 1975. Un evento che, al di là dell’intrattenimento, si propone come un racconto intimo e personale, capace di scavare nell’eredità artistica e umana lasciata dal poeta-genovese, dimostrando come la sua voce continui a risuonare con forza nel presente.

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