L'energia in Italia nel 2024: prezzi ancora alti, ma il gap con l'Europa si riduce
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Redazione Economia
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Il 2024 si è confermato un anno in cui la geopolitica ha continuato a influenzare i mercati energetici, con tensioni internazionali che hanno mantenuto alta la volatilità dei prezzi. Secondo la relazione annuale dell’Arera, l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente, nonostante un contesto globale segnato dai conflitti in Ucraina e nel Medio Oriente, l’Italia ha registrato un parziale avvicinamento alle tariffe europee, seppur con differenze ancora significative.
I dati mostrano che, mentre i clienti non domestici hanno beneficiato di un calo del 18% rispetto all’anno precedente, le famiglie italiane hanno visto aumentare del 15% il prezzo medio dell’elettricità, con tariffe superiori del 5,3% rispetto alla media Ue. Un divario che, seppur in riduzione, rimane legato a fattori strutturali come i costi delle reti, gli oneri di sistema e il peso delle imposte. "Pur in un clima di grande incertezza, tutti i settori hanno fatto dei passi avanti", ha dichiarato Stefano Besseghini, presidente dell’Arera, sottolineando come alcuni assetti siano effettivamente cambiati rispetto a sette anni fa.
Il gas naturale si conferma la fonte principale per la produzione di energia, coprendo il 45% del mix nazionale, nonostante un lieve calo rispetto al passato. Buone le performance dell’idroelettrico, che ha contribuito a mitigare la dipendenza dalle importazioni, mentre il teleriscaldamento ha mantenuto una forte prevalenza del gas, con una quota del 69,8%. Sul fronte della concorrenza, il mercato finale ha visto una riduzione della concentrazione, con Edison che consolida la prima posizione e Eni al secondo posto.
Sul piano degli aiuti alle famiglie, l’Arera ha erogato circa 360 milioni di euro in bonus elettrici e 93 milioni per il gas, sebbene il numero di beneficiari sia diminuito del 40,5% rispetto al 2023, con 4,1 milioni di nuclei ammessi alle agevolazioni. La soglia Isee è tornata ai livelli ordinari, riducendo l’accesso al sostegno ma mantenendo un impatto significativo per chi ne ha potuto usufruire.




