Auto elettriche, l’Europa spinge l’Italia ma il gap resta ampio

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Mentre l’Europa accelera verso la mobilità elettrica, l’Italia arranca, confermandosi fanalino di coda in un continente che ha ormai imboccato la strada della transizione ecologica. I dati Eurostat parlano chiaro: il Belpaese è solo ventisettesimo per diffusione di auto a zero emissioni, un ritardo che la Commissione Europea ha più volte sottolineato, sollecitando misure più incisive. Se la Norvegia, con il suo mercato ormai maturo, rappresenta il modello da seguire, qui la strada è ancora lunga, nonostante i nuovi incentivi previsti dal governo.

Il quadro continentale, del resto, non lascia spazio a interpretazioni. Nel secondo trimestre del 2025, in Europa sono state immatricolate quasi 600 mila auto elettriche, un record assoluto che supera ogni previsione. Gli analisti stimano che il trend sia destinato a crescere, con numeri che potrebbero sfondare quota 600 mila già nei prossimi mesi. Un segnale inequivocabile: il mercato si sta spostando verso l’elettrico, e chi resta indietro rischia di pagare un prezzo salato in termini industriali e ambientali.

Proprio per colmare questo divario, a settembre entreranno in vigore i nuovi incentivi statali, con uno stanziamento di circa 600 milioni di euro per l’acquisto di almeno 39 mila veicoli a zero emissioni. Una misura che, tuttavia, secondo Antonio Sileo, direttore del programma Sustainable Mobility della Fondazione Eni Enrico Mattei, appare insufficiente per raggiungere gli obiettivi fissati dall’Ue. Il problema, infatti, non è solo economico: mancano infrastrutture adeguate, come colonnine di ricarica, e una strategia chiara per accompagnare cittadini e imprese in questa transizione.

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