Roma-Fiorentina 4-0, le pagelle viola: De Gea evita la goleada, Braschi incoraggiante

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La sconfitta maturata all’Olimpico per i viola, quella che si è chiusa con un pesante 4-0 incassato contro una Roma in piena corsa per la zona Champions, racconta molto più di quanto il punteggio finale non lasci intendere a una prima lettura superficiale. Perché se è vero che quattro reti subite rappresentano sempre un’ecatombe per qualsiasi difesa, è altrettanto vero che nel caso specifico della Fiorentina – reduce da una prestazione opaca e priva di reazione – il giudizio sui singoli interpreti finisce per essere quasi obbligatoriamente univoco, con una sola, parziale eccezione rappresentata dall’estremo difensore. David De Gea, il portiere spagnolo che pure ha raccolto il pallone per quattro volte dal fondo della propria rete, è stato infatti il meno peggio dei suoi, una considerazione che non suona come un paradosso ma come l’unica lettura realistica di quanto accaduto tra i pali e nelle zone calde dell’area di rigore.

De Gea, l’ultimo baluardo sotto il diluvio giallorosso

La sua prestazione, quella del numero uno ex Manchester United, merita una valutazione che si allontana nettamente dalla débâcle collettiva: a lui, va detto, non si possono ascrivere colpe dirette sulle quattro marcature subite, perché gli è capitato di vedere arrivarsi addosso le folate offensive giallorosse – spesso in superiorità numerica o con tiri a colpo sicuro – senza che i suoi difensori riuscissero a opporre un filtro efficace. Anzi, senza di lui il passivo avrebbe potuto facilmente assumere contorni ancora più pesanti, cosa che l’ex portiere della Nazionale spagnola ha evitato con interventi puntuali. Nella ripresa, per esempio, si è disteso con felina reattività per smorzare una conclusione velenosa dell’olandese Malen, e poco dopo ha alzato sulla traversa un tiro che presentava una doppia deviazione, dimostrando una concentrazione che ai compagni di reparto è mancata per larghi tratti della partita. De Gea, insomma, si è arreso solo quando l’evidenza della superiorità romanista era ormai schiacciante, e il suo 6 in pagella – un voto che per un portiere che prende quattro gol può apparire persino generoso – fotografa proprio questa paradossale realtà.

Braschi, l’unico guizzo in un attacco annichilito

Spostando lo sguardo a centrocampo e al reparto avanzato, quel poco che si può salvare – e si fa presto a dirlo – porta il nome del giovane Braschi, al quale viene riconosciuto un incoraggiante 6,5. Il suo, a differenza di molti compagni, non è stato un semplice vagare in campo senza costrutto: il ragazzo ha provato a innescare qualche ripartenza, a tenere il pallone tra i piedi quando la Fiorentina arrancava sotto la pressione avversaria, dimostrando una personalità che in serate così storte diventa merce rara. Per il resto, la truppa viola si è arenata sotto il peso di una Roma che ha macinato gioco e occasioni, con i singoli giudizi che scivolano rapidamente verso l’insufficienza collettiva. I difensori centrali, per esempio, hanno spesso perso i duelli aerei con Mancini – trasformatosi in un centravanti occulto – e non hanno saputo leggere i tempi di inserimento degli avversari, lasciando De Gea costantemente esposto al tiro.

Il contesto del Monday Night e la corsa Champions

Questa partita, disputata nel Monday Night del trentacinquesimo e quartultimo turno della Serie A 2025-2026 (quando ormai mancano solo tre giornate al termine del campionato di calcio maschile), ha avuto il merito di riaccendere definitivamente la bagarre per un posto nella massima competizione europea. La vittoria della Roma, che l’ha portata a quota 64 punti, l’ha messa in scia a quel gruppone di quattro squadre racchiuse in soli cinque punti: dal Milan a 67 fino al Como a 62, passando per la Juventus a 65. Per la Fiorentina, invece, il ko dell’Olimpico non fa che allontanarla da obiettivi nobili – la sua lotta è ormai quella per una salvezza che sembra sempre più indirizzata – mentre la Cremonese, nell’altro posticipo, si è avvicinata pericolosamente alla zona retrocessione. D’altronde la Capitale, in questa serata, ha festeggiato una doppia vittoria delle sue squadre: la Roma ha infilato il poker, la Lazio aveva già fatto il proprio dovere altrove. E nel frattempo, tra coppe europee che nei prossimi giorni prenderanno la scena e un campionato che entra nel suo rush finale, le pagelle viola restano lì a testimoniare una serata da dimenticare in fretta.

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